«Nonostante tutte le difficoltà è stata messa la prima pietra di un grande progetto di aggregazione aperto a tutti». Gianni Alemanno crede nel progetto di una «casa della destra italiana» che raccolga l’eredità di An. Non smette di farlo, l’ex sindaco di Roma, nemmeno dopo l’assemblea della Fondazione An di ieri, dove i reduci della svolta di Fiuggi si sono dimostrati ancora molto disuniti: accenni di rissa e accuse reciproche. Alemanno, pare che la mediazione messa in campo da lei e La Russa abbia prevalso, nonostante restino le difficoltà. «Abbiamo ancora tempo fino al 23 dicembre, termine entro il quale il Cda della Fondazione An deve ratificare la decisione dell’assemblea, per garantire a tutti coloro che vogliono far parte del progetto il loro effettivo coinvolgimento». Dopo le divisioni di oggi, crede ancora che si possa parlare di un nuovo soggetto unitario nel segno di An? «Sì, innanzitutto perché il messaggio non è stato lanciato solo ai vertici ma anche alla base, ai quadri territoriali e agli elettori. E in secondo luogo sono convinto che, se prevarrà il buon senso, alla fine tutti si ritroveranno in questa casa comune che comunque è già legittimata ad avere il riferimento di An». Crede che questo coinvolgimento riuscirà ad esserci? O le divisioni e i rancori passati sono ancora troppi e difficili da superare? «Quello che stiamo facendo, e dobbiamo fare, è cercare di tenere la porta aperta a tutti coloro che si riconoscono nei valori della destra. Partendo dalla Fondazione vogliamo fare un ragionamento aperto a tutti. Già adesso buona parte di An si sente coinvolta in questo progetto». Le difficoltà di oggi possono far supporre una convivenza tranquilla? «I momenti di scontro hanno riguardato soltanto pochissime persone. Non ricordo un solo congresso della destra italiana, dal Msi ad An, in cui non ci sia stato anche un momento di tensione. Fa parte della nostra passionalità. Non lo giustifico, per carità, ma già domani sarà superato». Come immagina la nuova An? «Le nostra fondamenta sono le idee e abbiamo una leader giovane come Giorgia Meloni. Una casa comune, un grande partito della nazione e del popolo italiano dove prevalgano i valori fondamentali per rimettere gli italiani sul cammino giusto dello sviluppo e della speranza».
«Abbiamo posto le basi per una grande aggregazione aperta a tutti e alla base»
«Nonostante tutte le difficoltà è stata messa la prima pietra di un grande progetto di aggregazione aperto a tutti». Gianni Alemanno crede nel progetto di una «casa della destra italiana» che...
