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Rughetti, l’escluso eccellente che punta al Pd Lazio

Antonio Funiciello e Angelo Rughetti. Sono loro gli esclusi eccellenti dalla segreteria di Matteo Renzi. Il primo è un dirigente del Partito democratico molto vicino al sindaco di Firenze. Dopo l’ann...

Antonio Funiciello e Angelo Rughetti. Sono loro gli esclusi eccellenti dalla segreteria di Matteo Renzi. Il primo è un dirigente del Partito democratico molto vicino al sindaco di Firenze. Dopo l’annuncio della nuova squadra di governo del neosegretario, nella sala stampa del Nazareno i mormorii tra giornalisti, dipendenti, addetti ai lavori non si contavano. Possibile che sia rimasto fuori Funiciello? Eppure fino a ieri pomeriggio tutti lo accreditavano di un posto nell’esecutivo dell’ex rottamatore. Invece niente. Così come a bocca asciutta resta anche Rughetti, deputato, ex segretario generale Anci e molto vicino al ministro per gli Affari Regionali Graziano Delrio, renziano di ferro. Rughetti avrebbe dovuto ottenere la responsabilità degli Enti Locali, andata invece all’ex ds di rito bersaniano Binaccini. Strano. Rughetti è reatino d’origine e i deputati romani e laziali in segreteria non mancano. Un’altra esclusione che stride. Qualcuno, al Nazareno, fa notare che tra pochi mesi scade il mandato del segretario del Pd Lazio Enrico Gasbarra e che Rughetti - responsabile della mozione Renzi nel Lazio - possa candidarsi a guidare il partito regionale, AreaDem permettendo. Si spiegherebbe così l’esclusione della segreteria. «Non c’è Astorre che tenga - dice un renziano - Se Matteo dice un nome, è fatta, quello fa il segretario regionale». Il ragionamento è semplice: Cuperlo a Roma è arrivato terzo, sconfitto anche da Civati. «La nomenklatura capitolina deve prenderne atto e passare la mano». Anche perché, spiegano le stesse fonti, a Roma Cuperlo ha vinto nei circoli ma perso ai gazebo e «per la segreteria regionale votano tutti, non solo gli iscritti. Non c’è storia». Si vedrà. Nel frattempo chi sorride per la vittoria di Renzi è il sindaco Ingazio Marino. Dopo essere stato imposto alle primarie dall’establishment bettiniano, se ne è smarcato. A settembre la pedalata ai Fori appena pedonalizzati con Renzi che mandò su tutte le furie il partito romano. Poi l’endorsement per l’ex rottamatore, mentre Zingaretti sceglieva Cuperlo. La vittoria di Renzi smarca Marino dal partito: praticamente si può dire che la sua giunta inizia il lavoro oggi. Per giunta con tutti gli onori di aver approvato il bilancio, una gentile concessione del Pd romano. Il rimpasto di giunta sembra allontanarsi.

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