Di fronte all'avanzata di Renzi e del renzismo, il baffo di ferro depone lo scettro. E, ammissione difficile da pronunciare, quasi si fa da parte. “Non parteciperò ad una dialettica legittima che ora ha altri protagonisti di un'altra generazione”, ha detto Massimo D'Alema intervenendo per la prima volta sul risultato elettorale delle primarie del Partito Democratico. “Non ho intenzione di animare correnti”, dice, e a chi lo designa come l'uomo-ombra che ha guidato la candidatura di Gianni Cuperlo alla segreteria del partito, tiene a far sapere che lui si è limitato a fare “una battaglia congressuale a suo sostegno perché lo ritenevo il migliore candidato possibile, prendo atto del risultato”. E della sconfitta, a cui però non vuole far seguire spaccature interne. O almeno questo è quello che dice. Lo stesso Cuperlo, rivendicando la propria autonomia nel confronto con il nuovo segretario, da twitter ha scritto con puntiglio: “Non sono eterodiretto”. E il presidente della Fondazione Italianieuropei liquida come “calunnie usate come strumento di lotta politica” le voci che affiderebbero alla sua regia il rifiuto di Cuperlo di accettare i tre nomi proposti da Renzi per rappresentare la sua parte politica nella segreteria. A Cuperlo, Renzi, cone gesto ecumenico, aveva offerto anche la presidenza del Pd, incarico rifiutato. Ai suoi ha spiegato di non ambire a incarichi e poltrone. Come a dire: la linea è cambiata, io mi tiro fuori. Anche se in tanti, soprattutto fra i giovani turchi, premono perché si avvii una leale collaborazione tra le due anime del partito. Se Cuperlo non si convincerà, non è esclusa una nomina di garanzia, tra uno degli uomini più vicini alla sua linea. Nel frattempo, a scanso di equivoci, il neosegretario chiude la porta delle Europee a D'Alema e Rosy Bindi: "Ci devono dare tanti consigli. Non promettiamo di seguirli tutti, ma i consigli li accettiamo. Se loro non ce l'hanno fatta in venti anni non significa che non possiamo provarci noi. Candidati alle europee? No, assolutamente".
Massimo D'Alema: "Resto fuori"
L'ex premier: "Ora è il tempo di un'altra generazione". E Renzi infierisce: "Lui e la Bindi candidati alle Europee. No, assolutamente"
