Con i forconi in marcia per puncicare il posteriore ai politici, in quarantott’ore la politica prova a cambiare se stessa. Dagli studios della Tiburtina dove ha battuto il ciak del suo Nuovo Centrodestra, ha cominciato Al-Fano che s'è paragonato all’Al Pacino del film «Ogni maledetta domenica»: siamo una grande squadra, vinceremo lo scudetto ha incitato il coach col quid. E al di là della risposta pepata di Fitto («pensate piuttosto a non retrocedere») c’è da capire se effettivamente il Ncd esploderà o imploderà accontentadosi del poco che i sondaggi gli attribuiscono. Altrettanto interessante sarà capire se avrà ancora qualcosa da dire una Lega senza più elettorato celodurista che ieri ha spedito ai giardinetti il vecchio Bossi facendo volare sull’altalena della segreteria l’eterno secondo Salvini. Poi c’è il Pd. Quest’oggi l’ingolfata macchina da guerra democratica si metterà in moto per voltare pagina col sindaco di Firenze impensierito più dall’affluenza ai gazebo che dai due concorrenti, Cuperlo e Civati. Il successo sembra scontato così come scontata appare la fine delle larghe intese non avendo, Renzi, alcuna intenzione di vivacchiare a lungo insieme a Letta e al centrodestra. E poi c’è lui, Berlusconi. One man show anche quest’oggi quando davanti a migliaia di giovani rappresentanti dei «Club Forza Silvio» suonerà la carica fiero dei numeri sulle iscrizioni che si sono moltiplicate all’indomani della decadenza. Sul palco, e in sala, non ha voluto politici. A turno farà parlare nuove leve e tesserati ottuagenari. Chi s’aspettava l’occhio di bue puntato su Renzi, e in dissolvenza su Alfano, vedrà luce sul faccione sorridente di Berlusconi, l’highlander della politica, l’ultimo immortale fra i nuovi che avanzano da vent’anni a questa parte.
Nuova politica e immortalità
di Gian Marco ChiocciCon i forconi in marcia per puncicare il posteriore ai politici, in quarantott’ore la politica prova a cambiare se stessa. Dagli studios della Tiburtina dove ha battuto il ciak...