Politica

«Il cuore resta con Silvio»

Il ministro: «I legami con Berlusconi sono inscindibili Ma in questo momento il bene del Paese è più importante»

«Il legame con Berlusconi resterà sempre, è inevitabile. Ma viene il momento in cui il cuore deve separarsi dalla ragione. E più di tutto deve contare la voglia di lasciare ai nostri figli un Paese migliore di quello che abbiamo trovato noi». Nunzia De Girolamo parla con voce rotta dall’emozione. Nel giorno in cui la sua vita politica si separa ufficialmente da quella del Cavaliere, i sentimenti di amarezza e orgoglio si confondono. «Ma glielo confesso, dopo tanti giorni - spiega il ministro delle Politiche agricole - ho finalmente recuperato un po’ di serenità». Ministro De Girolamo, come ci si sente ad aver «saltato il fosso»? «Le farò una citazione, anche se non proprio colta. Nel film Il Re Leone un personaggio dice: "Ricordati chi sei". Ecco, noi dobbiamo farlo ogni giorno. Siamo sempre quelli della rivoluzione liberale di Berlusconi, del meno tasse e del meno burocrazia. Ma il Paese è in letargo e ha bisogno di essere svegliato. Per questo abbiamo dato vita a un movimento più agile, più giovane, più snello. Certo, ogni nascita viene sempre da una sofferenza». In che senso? «All’interno del vecchio partito non c’era più quel senso dello stare insieme con allegria. C’erano veleni, scontri, gli stati d’animo non erano più gli stessi che ho provato oggi». Le hanno fatto male le accuse degli ex colleghi di partito? «Ho provato grande sofferenza. Ci sono stati scambi di insulti tra persone che erano amiche. Invece dovremmo marciare divisi per colpire uniti. A chi è rimasto in Forza Italia dico di fermarsi, questo scontro continuo non ha senso. Io non sono una fanatica dei sondaggi, ma oggi il centrodestra, con la nostra iniziativa, è tornato maggioranza nel Paese, complessivamente abbiamo superato il consenso del Pdl. Lavoriamo insieme, teniamo i toni bassi». Berlusconi auspica una grazia dal Quirinale anche senza richiesta. È d’accordo? «Io mi auguro che in questo Paese arrivi finalmente il giorno della conciliazione, e chiunque ha il potere di influire in maniera positiva dovrebbe farlo. Farebbe anche il bene del Paese e delle future generazioni, che non meritano di ereditare questa cultura della contrapposizione permanente». Il Cavaliere si dice pronto a riaccogliervi. È davvero plausibile una riunificazione? «Noi continuiamo ad avere fiducia nella lungimiranza del Presidente Berlusconi. Sarebbe meglio lo facesse anche chi è rimasto in Forza Italia. Chi sparge veleni dovrebbe tacere di più. La nostra iniziativa, in fondo, nasce proprio dall’obiettivo di recuperare voti al centrodestra. Solo uniti i moderati possono vincere». Eppure c’è chi pensa che il vostro obiettivo sia stato solo mantenere la poltrona... «Le posso assicurare che quella su cui siedo è la poltrona più scomoda che abbia mai occupato. Fino a ieri, ad esempio, mi chiedevo il perché delle accuse dei miei colleghi di partito. Oggi, finalmente, posso smettere di farmi questa domanda e ho finanche recuperato un po’ di serenità. Mi permetta di aggiungere che spero che le poltrone - o l’invidia delle poltrone - non abbiano influito neanche sul comportamento degli altri. Quando erano loro i ministri, noi abbiamo continuato a lavorare con serenità». Restare al governo, tra decadenza e legge di stabilità, non potrebbe danneggiarvi? «Bisogna sempre avere il coraggio delle proprie scelte, anche se possono sembrare impopolari. L’importante è che siano scelte utili. Detto questo, il governo resterà in vita se manterrà i patti, se metterà in sicurezza il Paese, farà la riforma elettorale, porterà a compimento il programma». E se Renzi non deciderà di dargli una spallata... «Vede, su questo devo fare una critica al Pd: finora, ha trattato tutte le vicende del governo in un’ottica congressuale, compresa la decadenza di Berlusconi. Io capisco che Renzi scalpita, ma anche lui, come noi, deve decidere se conta più il calcolo personale o il bene del Paese. Se mi permette una considerazione "elettorale", invece, io non credo che Renzi sia imbattibile. La gente e la classe dirigente del Paese ha cominciato finalmente ad aprire gli occhi e distinguere il contenuto dal contenitore». Il Nuovo Centrodestra parteciperà alle Europee? «Ci saremo, certamente. Ma in questo momento è ancora prematuro parlare di Bruxelles. Ora dobbiamo pensare alla provincia italiana, radicarci nel territorio e recuperare nuovi talenti pronti a scendere in campo. Proprio come diceva Berlusconi».

Commenti

I commenti non sono al momento disponibili e saranno ripristinati non appena possibile. Grazie per la pazienza.