Politica

E Renzi insiste: "Si dimetta"

Il sindaco torna a chiedere un passo indietro del ministro Cancellieri: "Ha perso autorevolezza"

Ormai è quasi una battaglia personale. Un po' come quella con Massimo D'Alema che ieri lo ha accusato di essere "ignorante e legato all'establishment". Matteo Renzi passa oltre ("non replico alle sue affettuosità") e si concentra su un altro obiettivo: Anna Maria Cancellieri. Difficile capire se la sua sia una battaglia per affermare il principio che un politico, chiunque esso sia, deve mantenere un certo distacco dagli "amici", o piuttosto un modo per mettere in difficoltà Enrico Letta e il suo governo. Fatto sta che il sindaco di Firenze insiste: "Il Guardasigilli deve dimettersi. Non è un problema di avviso di garanzia, che non è una sentenza di condanna, ma il ministro ha perduto quel prestigio e quella autorevolezza che sono condizioni necessarie alla sua funzione". "Sarebbe più logico - prosegue intervistatto su Radio Capital - fare quello che avviene in tutti i Paesi civili: dimettersi prima del voto di sfiducia. Se fossi in Parlamento chiederei al mio gruppo di votare per le dimissioni. L'idea di fondo di tutta questa storia è che siamo nella 'Repubblica degli amici degli amici': io sono amico della famiglia Ligresti, allora intervengo e comunque mantengo i rapporti.... Questo stato di cose non vale solo per il ministro della Giustizia ma per le autorità di garanzia preposte alla vigilanza sulle assicurazioni, vale per chi, negli anni passati, doveva controllare che Fondiaria non diventasse il bancomat dei figli di Ligresti. Insomma tutte quelle cose che hanno portato l'Italia a essere il Paese dominato da un capitalismo delle famiglie con buone relazioni ma con cattive idee imprenditoriali. Bisogna mettere fine a questo meccanismo".

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