Caso Pd

Caso Pd, la replica di Passanisi: «È vero, ma i bollettini non ci arrivavano»

Il tesoriere ammette ma dà la colpa a «un disguido informatico»

«È vero, quei 70 mila euro non li abbiamo pagati. Non ci arrivavano i bollettini». All’iniziale stupore per la notizia degli sfratti notificati dall’Ater per 14 circoli di Roma, il tesoriere dem Nicola Passanisi prima minimizza («Abbiamo una piccola situazione di sospeso ma nulla di gravissimo. Con l’Ater rapporti ottimi»), poi dà una spiegazione sul perché questi pagamenti siano saltati, nonostante il partito romano abbia firmato due anni fa un piano di rientro dalla morosità (il terzo in meno di dieci anni) riconoscendo quindi debiti per 262 mila euro.

«A un certo punto i bollettini da cinquemila euro per un periodo non ci sono arrivati», spiega il tesoriere. E sarebbe stato a causa di un «disguido sulla parte informatica». Tuttavia, bollettini o no, quelle rate erano state pattuite due anni fa e infatti il tesoriere deve ammettere la colpa del partito, anche se ancora a metà: «Oggettivamente noi abbiamo un pezzo di responsabilità. Ater ha ragione, ma abbiamo pronta una proposta». Che in sostanza sarebbe quella di dividere i 70 mila euro in tre rate da pagare tra dicembre e febbraio prossimi. Una sorta di rate delle rate. Proposta che, assicura il tesoriere, «potrei presentare anche stasera» ma che l’ufficio legale avrebbe consigliato di illustrare nella Camera di conciliazione fissata per il 19 novembre. Già, perché a quanto pare è da quest’estate che il Pd romano, guidato dal segretario Enzo Foschi, sapeva che l’Ater stava per muoversi per recuperare quei 70 mila euro, non fosse altro per tutelare il proprio patrimonio, e alla richiesta dell’azienda di saldare il dovuto entro ottobre, ricostruisce il tesoriere, «abbiamo detto la verità», ovvero che «non pensavamo di riuscirci». Eppure, di fronte agli sfratti, dal Pd sembrano cadere dalle nuvole. Non se lo aspettavano. Ma com’è possibile che non riesca a pagare l’affitto un partito in grado di raggiungere «il record del 2xmille, superando il tetto degli 11 milioni di euro», come il tesoriere Michele Fina ha orgogliosamente annunciato all’assemblea del «correntone» meno di dieci giorni fa?

Dal due per mille - spiega il tesoriere Passanisi - a Roma arrivano mediamente tra 115 e 120 mila euro e vengono distribuiti a febbraio di ogni anno. A quanto pare non bastano per pagare le sedi all’Ater, perché poi «in un bilancio di 460 mila euro» ce ne sono «160 mila di rottamazione». E poi scopriamo che questo è stato un anno particolare, visto che il Pd si è impegnato a riacquisire le sedi storiche «che rischiavamo di perdere», per esempio quella di Ponte Milvio. Un paradosso, visto che altri14 circoli sono sotto sfratto perché l’affitto non viene pagato.

«Noi vogliamo pagare - ribadisce Passanisi - tutto il resto lo abbiamo onorato e questi 70 mila euro li copriremo senza problemi». Del resto la tesoreria romana è convinta che allo sfratto non si arriverà, perché «la nostra proposta per l’Ater è credibilissima». Peccato non sia arrivata prima degli sfratti.

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