cerca

Vendola nella bufera per una telefonata

Il governatore ride parlando con il responsabile relazioni istituzionali dell'Ilva. L'intercettazione negli atti dell'inchiesta della procura di Taranto in cui Nichi è indagato (ASCOLTA L'AUDIO)

Vendola nella bufera per una telefonata

Rai - Trasmisione "In mezz'ora"

Un tempo erano alleati e facevano parte della cosiddetta "sinistra radicale". A quei tempi, uniti, facevano impazzire Romano Prodi. Oggi invece Angelo Bonelli, leader dei Verdi, non ha dubbi: "Il presidente della Regione Puglia Nichi Vendola dovrebbe dimettersi senza farsi nemmeno chiedere questo gesto: gesto che io gli chiedo di compiere". Cosa è successo?

A scatenare la bufera è l'intercettazione di una telefonata tra il leader di Sel e Girolamo Archinà, ex responsabile delle relazioni istituzionali dell'Ilva oggi agli arresti domicialiri, contenuta negli atti dell'inchiesta della procura di Taranto che accusa lo stesso Vendola di concussione in concorso con i vertici dell'azienda. L'audio è stato pubblicato dal sito del Fatto Quotidiano ed ha immediatamente fatto il giro della rete (lo trovate qui sotto). È l'estate del 2010 e Nichi chiama Archinà dopo aver visto un video, datato 2009, in cui lo stesso strappa di mano il microfono ad un giornalista che, intervistando l'ingegner Riva, gli chiede conto dei morti di tumore e degli effetti dell'inquinamento a Taranto.

Vendola ride di gusto per quello "scatto felino" e rassicura Archinà sul fatto che presto incontrerà Riva. Immediata la polemica visto che la risata del governatore è stata letta da tanti come una presa in giro delle vittime. Ma lui non ci sta, annuncia querele e ribatte: "C'è grande indignazione e grande rabbia per un tentativo di linciaggio e sciacallaggio puro. Chiunque abbia ascoltato si rende conto che io non rido dei tumori. So cos'è il dolore. È un'operazione lurida".

"Quelle risate - spiega - erano limitate all'immagine di Archinà che con un guizzo felino, corre a togliere il microfono a un giornalista. In questa vicenda non solo si colpisce la mia storia ambientalista, ma si vuole devastare la mia immagine di persona dotata di sensibilità umana". Quanto poi alla confidenza con il suo interlocutore Vendola prosegue: "Archinà è responsabile delle relazioni istituzionali della più grande azienda di Italia, con la quale il governatore della Puglia ha rapporti, e la confidenza è legata al fatto che noi stiamo cercando di convincere Ilva a mettere le centraline per il monitoragio diagnostico e mentre faccio questo cerco di difendere centinaia di lavoratori. Per questo c'è confidenza non per altro".

Per ora, in ogni caso, non c'è alcuna ipotesi di dimissioni: "Bisogna avere la pazienza di aspettare che possa farmi interrogare da un giudice. Non c'è niente, non c'è un atto, un procedimento che non dica che io ho imposto per la prima volta un percorso ambientale all'Ilva. È paradossale che si rovesci una verità storica. L'intercettazione decontastualizzata è un tentativo di fare un processo prima nelle piazze e avere una facile condanna".

Commenti

Condividi le tue opinioni su Il Tempo

Caratteri rimanenti: 1500

.tv

Salvini: "Mi criticano per le divise della polizia? Le porto con onore"

Gracia De Torres e Daniele Sandri
Il Tricolore atterra sui Fori Imperiali: ecco il lancio mozzafiato del paracadutista della Folgore
Sul palco in bermuda, il balletto di Maradona per Maduro