Politica

Anche a Cinecittà finisce in rissa

Congresso Pd Anomalie nelle votazioni, alcuni militanti occupano il circolo Oggi nuovo round mentre Epifani convoca la segreteria per fermare il caos

Crisi di nervi, sberle e sezione okkupata. Non c’è pace per il Pd romano alle prese con il congresso. Dopo la rissa di Vigne Nuove e le liste sostituite di Trastevere, anche a Cinecittà finisce con una bella scazzottata. Il circolo democratico lo scorso 30 ottobre sembrava una facoltà universitaria degli anni ’70, o una di quelle occupazioni di fabbrica dove gli operai si mettono davanti all’ingresso per non far entrare i «crumiri». Nel pomeriggio tesserati hanno infatti occupato l’ingresso della sezione di via Stilicone, impedendo agli altri iscritti di entrare e procedere con il congresso, sia quello romano che quello di circolo. Spintoni, urla, parolacce e qualche ceffone, fino alla sospensione e rinvio dei lavori a oggi. L’ennesima puntata delle «follie democratiche». Ma perché tanta concitazione? La tensione andava avanti da giorni. Poi il putiferio. Il segretario uscente, Gianni Di Biase, che su base cittadina sostiene Lionello Cosentino, ha cercato di forzare la mano affermando che sarebbe stato rieletto avendo già nel cassetto 155 voti sui 270 totali. «Scoperta questa eventualità – ha dichiarato l’ex consigliere comunale, Ivana Della Portella, tesserata al circolo di Cinecittà – una parte degli iscritti ha chiesto alla Commissione del congresso di fare le opportune verifiche sul tesseramento, sospendendo e rinviando i lavori congressuali. Si è trattato di un atto di resistenza democratica, per non svolgere il congresso e porre all’attenzione di tutti quello che stava accadendo. Non ci sono stati scontri fisici, ma solo qualche diverbio verbale». Ma a quanto pare non è andata esattamente così. Lo dimostra il fatto, innanzitutto, che la «richiesta di chiarimenti» si è manifestata attraverso una vera e propria occupazione del circolo, ma si evince anche attraverso le dichiarazioni che un militante del circolo di via Stilicone ha rilasciato al blog-magazine Il Monitore Romano , molto vicino agli ambienti locali del Pd. «La questione dei 155 voti di Di Biase è un pretesto per ostacolare il congresso. Il problema vero è stata l’incapacità delle varie anime della mozione Cosentino di trovare un accordo sul nome del nuovo coordinatore di circolo. Da qui si è passati ad attaccare un iscritto al Pd che controlla una quota cospicua di tessere, circa 100, imputate di sostenere il segretario uscente. È opportuno chiarire che queste tessere non sono state siglate all’ultimo momento, ma risalgono ad almeno tre anni fa e sono state utilizzate in altre tornate congressuali senza che nessuno sollevasse obiezioni. Ora che questi tesserati sembrano prendere un’altra strada politica è scoppiato il pandemonio e il congresso è stato bloccato». Insomma, a quanto dichiara il militante, queste 100 tessere sosterrebbero Cosentino alla segreteria romana ma a Cinecittà sarebbero andate a convergere su un coordinatore diverso da quello previsto da una parte dei "cosentiniani". E alcuni esponenti avrebbero perso la testa quando hanno visto che il nome da loro indicato per la segreteria del circolo non aveva l’appoggio di tutta la mozione. La goccia che ha fatto traboccare il vaso sarebbe quindi stata «l’ingresso in scena di un candidato della mozione Giuntella, che ha fatto saltare gli equilibri numerici e le strategie considerate ormai acquisite». C’è voluto l’arrivo del presidente della commissione dei Garanti del Pd, Piero Latino, per far calmare gli animi. Anche se poi lo stesso Latino avrebbe provato il "blitz" cercando di far svolgere esclusivamente il congresso romano, slegandolo da quello di circolo. Dopo il rischio di una nuova rissa, alla fine si è deciso di rinviare tutto al 5 novembre (oggi ndr ). La bufera dei congressi intanto sta investendo anche il direttivo nazionale. Il segretario pro-tempore Guglielmo Epifani oggi riunirà la segreteria e dirà la sua sul putiferio e sulle denunce di irregolarità che stanno arrivando da tutta Italia. Lo precede il presidente del Comitato di Garanzia del partito, Luigi Berlinguer, che ha già dichiarato che «saranno trattate con severità le patologie», ma «il tesseramento non va certo fermato». Tornando nella Capitale, nel frattempo, altri dubbi investono il candidato principale alla segreteria cittadina, Lionello Cosentino. Nelle sezioni di Osteria Nuova, Metalmeccanici, Ipzs, Regione Lazio, Roma Tpl, Ifo e Policlinico, il "favorito" ha ottenuto addirittura il 100 per cento dei voti, un risultato definito «insolito» dalla coordinatrice della mozione Renzi a Roma, Lorenza Bonaccorsi: «Mi auguro che Lionello Cosentino, persona senza alcun dubbio seria, corretta e trasparente, prenda le distanze da questi risultati». Il Comitato per Cosentino Segretario, tuttavia, ieri ha respinto le accuse, affermando che «nei circoli in questioni non ci sono state irregolarità».

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