La manovra del governo spacca i partiti. L’ultimo è Scelta Civica. Dopo che undici senatori su venti hanno sconfessato le critiche di Mario Monti alla legge di stabilità, il Professore ha deciso di passare al gruppo Misto. Anche perché non condivide l’idea che il partito apra agli ex berlusconiani. Non ha risparmiato critiche al leader Udc Pier Ferdinando Casini, che ieri ha replicato: «Le accuse di Monti nei miei confronti sono semplicemente ridicole. Monti sa cosa significa governare questo Paese quando c’è una maggioranza litigiosa. Questa politica del doppio binario, questo atteggiamento rissoso, anche da parte di Monti, sull’azione dell’esecutivo, questi continui distinguo, non sono accettabili». Nei prossimi giorni gli undici senatori (più il ministro Mario Mauro) potrebbero creare un nuovo gruppo. Monti non risponde, almeno in apparenza. Dice «soltanto»: «Il rigore intellettuale e l’autorità morale del presidente Casini sono tali che non mi permetto certo di commentare le sue importanti parole». Nel Pdl le cose non vanno meglio. I giudizi di falchi e colombe sulla manovra sono opposti. Per il vicepremier Alfano e il ministro Quagliariello la legge di stabilità diminuisce le tasse e incentiva lo sviluppo. Non la pensano così, tanto per dirne due, Bondi e Capezzone, secondo cui, invece, aumenta le tasse in maniera camuffata. Anche nel Pd ci sono tensioni. È stato il viceministro dell’Economia Stefano Fassina a dirsi pronto alle dimissioni, protestando per non essere stato coinvolto nella definizione della manovra (nei prossimi giorni dovrebbe esserci un chiarimento con Saccomanni). Eppure il governo Letta va avanti. E incassa il plauso del presidente degli Usa Barack Obama che ne ha lodato la determinazione. Ieri è stato il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano a promuovere la manovra. Parole chiare, che danno un sostengo deciso al premier. «Il coraggio facile è quello del dire bisogna fare di più, non bisogna temere di fare di più. Tutto questo però è molto retorico e bisogna stare attenti ad evitare che il coraggio troppo facile non significhi poi coraggio poco responsabile» ha detto Napolitano in una video-intervista al convegno dei giovani industriali di Confindustria. È necessario «spostare l’accento» sulla crescita ma mantenendo alta l’attenzione ai conti pubblici. «Se abbiamo avuto come prima risposta alle notizie sulla nuova legge di Stabilità una notevole caduta dello spread - ha osservato Napolitano - è una conferma che bisogna spostare l’accento rispetto alle politiche degli anni scorsi in Italia e in Europa assai più sulla crescita, ma bisogna farlo non pensando che non esista più il problema del consolidamento delle finanze pubbliche». Insomma, chiarisce ancora il Capo dello Stato, «la questione non è tanto di vedere quanto si sia stanziato o se si dovesse o potesse stanziare di più per ridurre il prelievo fiscale sulle imprese o sul lavoro. Il problema è di vedere nell’insieme su quali risorse possiamo contare seriamente senza inventarci delle coperture fasulle sulla spesa dello Stato». Napolitano insiste: «Bisogna in primo luogo che tutte le forze sociali, culturali, politiche del Paese sappiano di avere questo dovere di dare fiducia in un’Italia che torni a crescere nel Nord e nel Sud perché se crescesse solo al Nord l’Italia non andrebbe troppo avanti». Dunque si deve vedere «come meglio configurare un’operazione di smantellamento di questa specie di corsa a ostacoli con cui debbono fare i conti i giovani e non solo i giovani che vogliono fare impresa». Il presidente prova a infondere ottimismo. L’Italia riuscirà a superare anche questo momento: «La ricorrenza dei 150 della nascita dello Stato unitario è veramente servita a suscitare un moto di fiducia, non bisogna disperderlo e bisogna sapere che abbiamo superato, questo lo possono dire persone della mia generazione, momenti terribili, molto più complessi e drammatici di questo attuale e supereremo anche questo per ridare all’Italia quella capacità anche di sviluppo industrial».
Manovra spacca-partiti. Ci pensa Giorgio
ContrastiScelta Civica si divide. Pronto un nuovo gruppo. Casini: «Monti rissoso» Il presidente della Repubblica sostiene Letta: taglio alle tasse senza coperture fasulle