Benvenuto Presidente Napolitano. Benvenuto nel ristretto perimetro di quelli che le battaglie sulle carceri le combattono coi fatti e non coi battimani (ieri quanti applausi stucchevoli, da destra a sinistra, al suo discorso su amnistia e indulto). Benvenuto nel club dei radicali, dei detenuti ammassati in gabbia, dell’associazionismo laico e cattolico, di Radio carcere, del Papa e dei cappellani, dei sindacati della penitenziaria, dei medici e dei volontari, degli psicologi eppoi de Il Tempo - ci perdoni l’autocitazione - che sull’indecente condizione dei reclusi ha mandato in edicola un’inchiesta devastante rivelando i numeri nascosti sulle schifose galere tricolori. Benvenuto a nome di tutti noi, rompiscatole inascoltati, mosche bianche in un alveare impazzito di insetti forcaioli e giustizialisti che pur di vedere Berlusconi chino sulle latrine di don Mazzi se ne fregano di quanti passano 22 ore al giorno in 9 metri quadri insieme a 15 persone a Catanzaro oppure dei 9 di Poggioreale costretti ai turni per dormire e defecare in una gabbia di sei metri. Benvenuto Presidente, e soprattutto, tenga duro. Resista alle invettive e tirate di giacca per interessi di bottega. Vigili affinché il parlamento faccia finalmente quel che l’Europa, indignata, ci impone di fare. I mali e le infamie dietro le sbarre sono lo specchio della giustizia ingiusta del Paese che Lei rappresenta. Non ceda. Non transiga. Non accetti compromessi. Se ridarà speranza e dignità alle folle in cella la Storia, un giorno, gliene renderà merito. Almeno lei, non ci deluda.
Tenga duro Lo faccia per chi soffre
di Gian Marco ChiocciBenvenuto Presidente Napolitano. Benvenuto nel ristretto perimetro di quelli che le battaglie sulle carceri le combattono coi fatti e non coi battimani (ieri quanti applausi...