«Due giorni. Alfano mi ha chiesto due giorni per arrivare a un chiarimento con Letta e capire come recuperare l’errore delle dimissioni». Michaela Biancofiore, sottosegretario alla pubblica amministrazione e sport, è ancora turbata per il modo in cui è venuto alla ribalta il caso delle sue dimissioni accettate. Ha appena terminato una lunga telefonata con Berlusconi, il tono è animato ma determinato. «Ho subito un affronto, pago per essere berlusconiana ma ne vado fiera». Il presidente l’ha confortata? «Non ce n’è bisogno. Tra di noi c’è un transfert come dimostra il fatto che già due anni fa dicevo che Berlusconi voleva tornare a Forza Italia». Però questo acceso berlusconismo l’ha pagato a caro prezzo. «Se sono stata defenestrata perchè berlusconiana è una medaglia sul petto. Non sono mai appartenuta ai falchi nè sono stata mai una colomba berlusconiana. Anzi pensavo di avere diversi amici tra le colombe ma questi sono spariti tranne alcune eccezioni tra le quali Schifani che con me è stato molto gentile e corretto». Ma come mai Alfano non è riuscito a evitare che lei venisse silurata? «Stamane ho parlato con Alfano e mi ha detto che non era al corrente dell’accaduto. Io voglio credergli altrimenti quello che ci ha insegnato Berlusconi in questi anni, ovvero a non esercitare cattiverie in politica come fanno a sinistra, verrebbe meno. Mi ha riferito di un colloquio con Letta nel quale il premier ha giustificato la questione con un tecnicismo». Che significa? «Letta ha detto ad Alfano di aver accettato le dimissioni da sottosegretario perché dopo che i ministri le avevano ritirate io le avevo mantenute. Ma è evidente che si tratta di una giustificazione che non regge. È vero che io non ho ritirato le dimissioni ma è altrettanto vero che ho votato la fiducia come chiestomi da Berlusconi. Letta domenica ha anche detto che ha accettato le dimissioni perchè le cose sono cambiate, cioè si è concluso il ventennio berlusconiano. Ma Alfano è stato molto chiaro, gli ha ribadito che il leader del centrodestra è Berlusconi e spero che queste non rimangano parole». Lei ha avuto con un colloquio con Alfano, che cosa vi siete detti? «Ho ribadito l’importanza di essere uniti su Berlusconi che è lui che ha il consenso degli elettori. Alfano mi ha chiesto due giorni per affrontare il nodo politico con Letta. Come lo voglia fare non lo so. Domani (oggi, ndr.) si incontreranno a Lampedusa e quindi affronteranno questo tema che è puramente politico. Letta dopo aver incassato ampia fiducia ha pensato, credo pensando male, che la parte pidiellina che fa capo a Alfano potesse essere ascritta al centrosinistra. Ma Alfano ha stoppato questo tentativo». Perchè colpire lei? Cosa c’è dietro? «Io sono un corpo estraneo rispetto all’idea che ha Letta del Pdl. Sono stata critica con il Pdl perchè ritengo che Berlusconi meriti il rispetto di tutti. Dietro c’è il fatto che non ero gradita dal primo momento, perchè troppo esposta su Berlusconi. E questo l’ho pagato subito quando mi hanno ritirato le deleghe per quella dichiarazione sui gay. Ma io distinguo le mie idee dall’attività di governo. Se Letta crede che il Pdl sia parte indispensabile alla sua maggioranza dovrebbe accettare tutti voloro che hanno il dna berlusconiano. Il primo di questi sarebbe Alfano». Berlusconi e ha fatto qualche promessa? Seguirà da vicino la sua vicenda? «Non sono andata a sfogarmi da Berlusconi. Al presidente ho detto quello che ho visto in questi mesi, ha capito da solo che è una ritorsione politica. Siccome sono battitrice libera non sono particolarmente gradita. Non sono dispiaciuta per il trattamento che mi è stato riservato ma per le modalità, per il trattamento che mi è stato riservato. Pensate che l’ho saputo dalle agenzie di stampa. Il mio personale è stato messo alla porta senza che mi fosse comunicato nulla, nel giro di poche ore. C’è poi un altro fatto che mi insospettisce. Sono stata fatta fuori proprio alla vigilia della campagna elettorale del Trentino Alto Adige della quale sono coordinatrice. Strana coincidenza, non le pare?» Ha avuto solidarietà dal partito? «Sì da molte persone ma paradossalmente non dalle amiche che pensavo di avere all’interno del governo. I lealisti mi sono stati vicini, pure qualche colomba. È lampante l’autogoal politico che si stava facendo». Che succede nel partito? Le colombe puntano all’opa? «Qualcuno ci pensa ma non ne ha la possibilità. Il Pdl appartiene a Berlusconi. Alfano non può essere davvero tra questi perchè sa bene che senza Berlusconi il risultato elettorale sarebbe minimo».
«Punita per Silvio, è una medaglia»
Biancofiore a Il Tempo: le dimissioni a mia insaputa sono allucinanti Alfano? Vedrà Letta per decidere. Posizioni diverse ma uniti sul Cav
