Onorevole Clemente Mastella, Angelino Alfano e le «colombe» del Pdl potrebbero formare un nuovo partito dei moderati. Cos’è, torna la Dc? «Ancora no. Tanti democristiani stanno ancora con Berlusconi». Come pensa che andrà a finire? Berlusconi e Alfano sono destinati a separarsi? «Se dovessero fare gruppi parlamentari distinti, ovviamente la distanza aumenterebbe. Ma potrebbero anche trovare un’intesa. L’operazione politica di Alfano ha un senso politico soltanto se dall’altro lato Enrico Letta rompe con il Pd. Allora sì che ci sarebbe uno scenario simile a quello che abbiamo vissuto dagli anni Sessanta in poi». A quel punto tornerebbe davvero la Democrazia Cristiana. Ma il Pd si spaccherà? «Io sono convinto, per la legge fisica dei vasi comunicanti applicata alla politica, che se si spacca il Pdl, si spaccherà anche il Pd. E a quel punto ci staranno tutti. Ma dipende anche dalla legge elettorale, andrebbe superato questo bipolarismo che invece Matteo Renzi e il Pd sostengono con forza». Ma che effetto le fa che ogni tanto torni in ballo l’idea di rifondare la Dc? «È la dimostrazione che la Dc è un patrimonio che resta nel Dna del nostro Paese. C’è anche in quelli che l’hanno combattuta. È come Eugenio Scalfari che scopre il richiamo della natura religiosa. È inevitabile». Del resto nei partiti i democristiani sono ancora parecchi. «Sì. Alcuni sono stati protagoinisti della Dc, altri sono venuti molto dopo ma ne parlano lo stesso, alcune volte a sproposito». Cosa dovrebbe fare ora il Pdl? «Quando la squadra non ha più Maradona ha bisogno di uno schema diverso. Innanzitutto ha bisogno di gioco di squadra. Questo faceva la Dc, faceva giocare tutti. Nella peggiore delle ipotesi chi perdeva i congressi diventava ministro degli Esteri». Un consiglio ad Alfano? «Ha avuto un riconoscimento sul campo. Ma se questo lo porterà alla contrapposizione, cioè alla costruzione di gruppi diversi dal Pdl, rischia di sciupare l’occasione. Le elezioni prima o poi arrivano e con chi farà un’alleanza un eventuale partito di Alfano? Sarebbe un’altra cosa, invece, se Letta rompesse con il Pd. Comunque chi vuole gettarsi in questa sfida deve recuperare tutti. Nel 1994 fu un’operazione più semplice, c’erano i comunisti. Adesso c’è Renzi, sarà più difficile. In ogni caso la partita è soltanto all’inizio». L’ha stupita la giravolta del Cavaliere? «Ho visto che anche Schifani sarebbe stato pronto a lasciare. Dunque capisco che Berlusconi abbia ceduto. La mossa sbagliata è stata far dimettere in massa i parlamentari del Pdl. In questo modo, tra l’altro, ha causato un panico generale». Ma Berlusconi è fuori del tutto o, ancora una volta, darlo per «archiviato» sarebbe un errore? «È finito un ciclo. Bisogna vedere se in queste condizioni lui tenterà di ricostruire l’unità del partito. Certo gli altri, a questo punto, avranno delle condizioni da porre». Ma ai tempi della Democristiana Cristiana poteva accadere un pasticcio politico di questo tipo? «Non si sarebbe mai verificata una cosa del genere».
«Alfano non ha futuro se Letta non spacca il Pd»
Mastella: «Ma quale Dc, allora non sarebbe accaduto un pasticcio politico del genere»
