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Il sindacato protesta: «Modi da squadristi». Bufera anche su Fico

«Modi e toni da squadrista». Il sindacato del servizio pubblico Usigrai replica a tono agli attacchi di Beppe Grillo ai giornalisti Rai, definiti «camerieri, zerbini e lobbisti». «Questa volta a...

«Modi e toni da squadrista». Il sindacato del servizio pubblico Usigrai replica a tono agli attacchi di Beppe Grillo ai giornalisti Rai, definiti «camerieri, zerbini e lobbisti». «Questa volta a fargli da spalla - scrive l’esecutivo nazionale del sindacato - c’era il presidente della Commissione parlamentare di Vigilanza, ovvero un rappresentante delle istituzioni». «Rivediamo un film già visto- prosegue l'Usigrai- si inizia a parlare di campagna elettorale e già la Rai finisce nel mirino a solo scopo di propaganda. Le giornaliste e i giornalisti della Rai non sono "camerieri" di nessuno, e non saranno certo i toni di Grillo a intimidirci». Parole sottoscritte dal comitato di redazione delTg1: «Una cosa è la critica, giusta e legittima, un’altra l'insulto - si legge in un comunicato - E di insulti si è trattato soprattutto nei confronti di redazione e direttore del Tg1». Più cauto il presidente del Consiglio nazionale dell’Ordine dei giornalisti, Enzo Iacopino. «Penso che il cittadino Beppe Grillo - ha dichiarato - abbia il diritto di chiedere e aver le spiegazioni da lui sollecitate alla Rai. Ma sono necessari gli insulti?». Nel mirino del Pdl finisce il presidente della commissione di Vigilanza Rai, Roberto Fico. «Quanto accaduto oggi alla Rai è incredibile - ha affermato Maurizio Gasparri, vicepresidente del Senato - Non ci meravigliano i metodi di Grillo, ben conosciuti, ma ci stupisce il ruolo attivo di Fico. L’irruzione nella sede di Viale Mazzini insieme al suo guru non è solo irrituale, ma è inaccettabile venendo da parte di chi dovrebbe mantenere un ruolo super partes. In discussione non c’è il diritto di tutti a manifestare, ma quello di rispettare un ruolo di garanzia. Cosa che evidentemente Fico ha dimostrato di non sapere fare. E quindi non è adeguato all’incarico ricoperto». Antonio Verro, senatore Pdl e consigliere Rai, ha evidenziato come «questa volta Grillo e il suo partito abbiano superato il limite con la loro improvvisa irruzione in Rai, le loro minacce e le loro offese ai giornalisti del servizio pubblico e, in particolare, a Mario Orfeo e Fabio Fazio a cui va la mia personale solidarietà». Per Giorgio Merlo, responsabile servizio pubblico del Pd, «le performance incommentabili di Grillo e di Fico confermano la centralità del servizio pubblico radiotelevisivo nel nostro Paese. Chi sostiene la sua abolizione, o la sua totale privatizzazione - ha continuato - persegue un disegno caro ai grillini e a tutti coloro che amano un’informazione funzionale ai loro obiettivi politici. Cioè, una controinformazione del tutto prona ai voleri degli azionisti politici di turno. Chi, invece, crede nel pluralismo e semplicemente nella democrazia dell’informazione resta alla larga dalla propaganda grillina».

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