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E Renzi torna all’attacco: «Basta con l’immobilismo»

Non c’è tempo per pararsi dal pericolo berlusconiano che Enrico Letta deve anche guardarsi dal fuoco «amico» di Matteo Renzi. Il sindaco di Firenze, infatti, dalla sua newsletter ieri è tornato a...

Non c’è tempo per pararsi dal pericolo berlusconiano che Enrico Letta deve anche guardarsi dal fuoco «amico» di Matteo Renzi. Il sindaco di Firenze, infatti, dalla sua newsletter ieri è tornato a criticare il premier.«I giornali hanno scritto che ho attaccato Letta - ha esordito - solo perché ho detto che la stabilità è un valore, mentre l’immobilismo no. Io credo che il governo delle larghe intese, il governo Letta-Alfano, abbia un senso se fa le cose che servono all’Italia. Dire una cosa del genere significa attaccare Letta? Dai, su, siamo seri. Dire in faccia le cose è l’unico modo per cambiare stile rispetto alla vecchia politica, dove tutti fingevano di andare d'accordo salvo poi accoltellarsi alle spalle». «Per attrarre gli investimenti stranieri - continua Renzi - è evidente che è meglio avere un governo stabile che un clima politico instabile, certo. Ma se non semplifichi la burocrazia, non riformi la giustizia civile e amministrativa, non modifichi il regime fiscale puoi avere il governo più stabile del mondo, nessuno investirà da noi. Bisogna cambiare il Paese se si vuole crescere. Così come siamo non cresceremo più. E la crescita è l’unico modo per combattere il declino, per arrestare la corsa della povertà». Poi il sindaco di Firenze torna all’attacco sulla legge elettorale: «Dalle elezioni tedesche - spiega il sindaco - sono arrivati molti segnali interessanti. Con il risultato migliore dal 1957 la Cdu della Merkel raggiunge il 42% dei voti ma non supera il 49% dei seggi. Per intenderci il centrosinistra italiano con il Porcellum ha preso il 33% dei voti ma il 55% dei seggi: l’ingovernabilità nasce dal risultato del Senato. Tutto questo per dire che il sistema tedesco a cui molti dicono di voler guardare per cambiare le cose in Italia non garantisce stabilità. Anzi. L’unico sistema che garantisce la stabilità è il sistema attualmente in vigore per i sindaci. Si sa chi vince, si sa chi perde, si sa chi è responsabile delle cose che vengono fatte e che non vengono fatte. Si vota ogni cinque anni e chi vince governa. Facile, no? Cosa stiamo aspettando?». Infine Renzi chiude con una battuta: «Nel frattempo i gruppi consiliari del Pdl nelle città stanno cambiando nome. A Firenze è nata Forza Italia. Dalla Lega Nord apprendiamo che Umberto Bossi forse si candiderà a segretario. Manca solo Occhetto che si candida alle primarie e Franco Baresi capitano della nazionale, poi il 1994 è tornato. O forse non è mai andato via...».

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