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Provaci ancora cara Capitale

di Sarina BiraghiProvaci ancora Roma. Dopo il «banzai» di Tokyo che si è aggiudicata le Olimpiadi 2020, la Capitale può tornare a sperare nella candidatura del 2024. Dopo il sogno a cinque cerchi...

Provaci ancora Roma. Dopo il «banzai» di Tokyo che si è aggiudicata le Olimpiadi 2020, la Capitale può tornare a sperare nella candidatura del 2024. Dopo il sogno a cinque cerchi dell’ex sindaco Alemanno, cancellato dai freddi calcoli contabili del governo dei tecnici, la fiaccola olimpica potrebbe tornare ad illuminare gli impianti sportivi capitolini. Una opportunità di crescita economica ma anche la sottolineatura di un ruolo internazionale che Roma Capitale merita. Il premier Letta, cautamente, ha detto da Cernobbio che l’Italia può candidarsi ma noi riteniamo che l’evento globale per eccellenza spetti a Roma, con i giusti requisiti, e non a Milano che pure scende subito in campo, (lo fece già con la Lega la volta precedente) vantando le strutture già pronte dell’Expo 2015. Ha ragione il presidente del Coni, Giovanni Malagò: «Ora si può sognare»... Anche se oggi c’è una realtà non decoubertiana con cui fare i conti. È il gran giorno della Giunta che dovrà esprimersi sulla decadenza da senatore di Silvio Berlusconi. Tra Alfano che dice «il caso non è chiuso» e un convinto Violante con il monito «bisogna dare il diritto di difesa anche al peggior nemico» c’è l’atteso dibattito sulla decadenza del «nemico» che potrebbe essere decisiva per le sorti del governo di larghe intese. Se il ricorso alla Corte di Strasburgo non può avere effetti immediati, è necessario aspettare oggi pomeriggio la relazione di Augello per sapere almeno il calendario dei lavori della Giunta e immaginare i tempi di sopravvivenza dell’esecutivo. E forse anche dell’Italia. Enrico Letta non vuole galleggiare. Silvio Berlusconi non vuole affondare.

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