Politica

Una piazza prega L’altra protesta

di Sarina BiraghiTra i due litiganti (e i simpatizzanti accodati) il terzo è il Papa. Non c’è notizia, dirà qualcuno, Francesco fa il «suo mestiere» di Pontefice e il mondo lo segue: digiuno e...

Tra i due litiganti (e i simpatizzanti accodati) il terzo è il Papa. Non c’è notizia, dirà qualcuno, Francesco fa il «suo mestiere» di Pontefice e il mondo lo segue: digiuno e veglia di preghiera tra le braccia accoglienti del colonnato di San Pietro per invocare la pace e scongiurare un intervento militare in Siria dove però la guerra e già in corso da un paio d'anni. Nel ’93 Wojtyla contro «la guerra pazza e fratricida» dell’ex Jugoslavia volle ad Assisi l’«incontro di preghiera e digiuno», invitando anche le altre confessioni cristiane, i musulmani e gli ebrei. Lo scenario mondiale è cambiato, ma tra un’America in difficoltà in attesa del discorso di martedì di Obama sempre più deciso a punire Assad per aver usato il gas sarin, e una Russia contraria con Putin intento a conquistare una leadership geopolitica promettendo di scendere in campo in difesa dei siriani, Francesco diventa il politico più credibile che non «divide» in due schieramenti un G20, ma unisce il mondo. È la dimostrazione che senza violenza e forza si deve cercare il dialogo e si può condannare chi intende usare le bombe anche senza il consenso del suo popolo non sapendo se si aiuta più un dittatore come Assad o i ribelli. È mentre una piazza prega a Roma ce n'è un'altra che protesta. Sul tetto che scotta di Montecitorio, un drappello di 5 stelle fa la sua dimostrazione contro la revisione della Costituzione. Intanto Berlusconi ha presentato il ricorso alla Corte Europea. Sarà più facile trovare una soluzione negoziata per la Siria o per l'Italia, pardon, per la nostra politica per una stabilità utile e necessaria? Semmai servisse, potremmo fare un bel digiuno.

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