Politica

Le parrocchie romane pronte alla veglia

Valentina Conti L’annuncio di Papa Bergoglio di domenica scorsa ha spiazzato non poco. Ma sarà un coro unanime, forte di speranza e dialogo quello che inonderà piazza S. Pietro sabato sera fino a...

L’annuncio di Papa Bergoglio di domenica scorsa ha spiazzato non poco. Ma sarà un coro unanime, forte di speranza e dialogo quello che inonderà piazza S. Pietro sabato sera fino a mezzanotte. La richiesta diretta «a tutte le comunità di organizzare qualche atto liturgico», secondo l’intenzione di indire per il 7 settembre una giornata di digiuno e preghiera per la pace in Siria e nel mondo, ha messo da subito in fibrillazione le diocesi della Capitale. Telefonate, mail e avvisi a raffica per chiamare a raccolta e decidere sul da farsi, sperando che in tanti ce la facciano a rientrare qualche giorno prima dagli ultimi scampoli di ferie in programma. Sotto l’egida delle parole del Santo Padre («Mai più la guerra, dialogo unica via della pace») sono tante le parrocchie dei quartieri romani decise a rispondere con entusiasmo e partecipazione al volere di Francesco. Un modo per unire le forze «per un mondo diverso». Un invito per tutti. Chi seguirà la veglia in Chiesa attraverso iniziative dedicate, chi pregherà tutta la notte in silenzio, «perché c’è bisogno di segni di pace». In tanti si riverseranno comunque in piazza S. Pietro, giungendo soprattutto in metro, con processioni allestite per l’occasione o in gruppi guidati. Gesti e intenzioni per il martoriato popolo siriano e pure per essere vicini ai fratelli che sopravvivono in altri luoghi di conflitto. L’attività sta girando a mille. A San Policarpo, zona Cinecittà, verrà allestito un maxi schermo in parrocchia per chi resterà lì a seguire la veglia. ìAbbiamo inviato mail a tutti i nostri contatti”, afferma il parroco, don Alessandro Zenobbi. «Pregheremo con il Papa». E’ già tutto pronto: appuntamento alle 17.30 alla fermata della metro vicina. «E la risposta dei giovani non si farà attendere». Oltre una trentina i ragazzi trasteverini che si muoveranno dalla parrocchia di Santa Dorotea: «Vorremmo realizzare una fiaccolata fino al Vaticano», dice l’ideatore, padre Umberto Fanfarillo. Più di una cinquantina il gruppetto, soprattutto di universitari, della parrocchia di San Liborio a Talenti, capeggiati da don Francis, avvertiti su Facebook e tramite passaparola. Monsignor Giuseppe Frigiola, parroco di Santa Chiara a Giuochi Delfici, ha puntato sulla comunicazione a tutto campo: «Ripeteremo il messaggio nelle messe feriali per sensibilizzare la comunità». Per la parrocchia Nostra Signora di Guadalupe a Monte Mario, l’impegno sarà doppio. «Sabato ci sarà anche l’ordinazione del nostro nuovo ausiliare, monsignor Paolo Selvadagi, e andremo a San Giovanni», chiarisce il parroco, monsignor Franco Mammoli. «Poi, ci uniremo ai nostri giovani in piazza S. Pietro. E venerdì, nella nostra Adorazione del Sacramento, il monito delle intenzioni sarà «Deponete le armi». I ragazzi della parrocchia di Santi Elisabetta e Zaccaria (la stessa dove il Pontefice a maggio ha amministrato il sacramento dell’Eucaristia a 18 bimbi) pregheranno dal campo estivo nell’alto Lazio insieme a don Ben. «L’annuncio del Papa ci ha sorpreso», commenta padre Augusto, parroco di Santa Bibiana all’Esquilino. «I tempi sono stretti, ma di sicuro ci riuniremo a livello locale: sarà un’unica grande preghiera».

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