Il governo smentisce che ci sarà un aumento delle imposte sulle seconde case per trovare le risorse necessarie all’abolizione delle prime due rate del’Imu sull’abitazione principale. Nella nota diramata a fine mattinata dopo che si erano scatenate le polemiche per alcune indiscrezioni di stampa, il governo comunque non nega che un pensierino su questa misura ce l’aveva fatto. «Tali indiscrezioni evidentemente si riferiscono a bozze circolate nei giorni scorsi e che non faranno parte del provvedimento che sarà in Gazzetta Ufficiale». L’ipotesi saltata nella versione definitiva del decreto, prevedeva di reintrodurre la tassazione Irpef sulle seconde case sfitte, sia quelle date in uso ad un familiare, sia case per le vacanze a disposizione del proprietario. Questa misura avrebbe portato una platea di 6,55 milioni di proprietari di seconde case a pagare l'Imu e l'imposta sui redditi per 1 miliardo di euro in più. Si è fatto sentire anche il Pdl che non ci sta a vedersi attribuire l’inevitabile arrivo di nuove imposte per coprire il provvedimento sull’Imu. «L'ipotesi di colpire la casa di villeggiatura con un aumento dell'Irpef, più che una svista è una proposta diabolica e alquanto cretina» tuona il capogruppo alla Camera Renato Brunetta. «Quel cespite - spiega - sarebbe, infatti, sottoposto a tre tipi di tassazione: l'aliquota standard, l'eventuale quasi certa maggiorazione decisa dal Comune ed, infine, un'ulteriore maggiorazione dell'Irpef». La doppia imposizione sullo stesso cespite, «ma con regole fiscali diverse, è stata bandita dal diritto internazionale: riproporla in chiave domestica è semplice follia. Tanto più che l'eventuale prelievo aggiuntivo, in sede Irpef, data la maggiore aliquota personale, rischia di essere superiore allo stesso versamento dell'Imu». Intanto a livello internazionale si continua a seguire con attenzione il dibattito italiano. Con un report ad hoc è intervenuta l'agenzia di rating Standard & Poor's, che in un certo senso tranquillizza gli amministratori locali: la decisione di abolire l'imu sulla prima casa per il 2013 non dovrebbe avere effetti sui bilanci dei comuni, sostengono gli esperti di bilanci pubblici. Per S&P, infatti, il governo centrale continuerà a compensare i comuni per il reddito perso. Il vicepresidente della Commissione europea, Antonio Tajani tranquillizza sull’atteggiamento di Bruxelles. Chiedere una copertura per questo intervento, «a mio giudizio, è positivo perchè ogni qualvolta si alleggerisce la pressione fiscale si favorisce la crescita. Io ritengo che la copertura ci sia mi pare un passo in avanti per favorire la crescita riducendo la pressione fiscale e permettendo ai cittadini di risparmiare». Definito il decreto sull’Imu i tecnici del Tesoro sono al lavoro sulle coperture. Sarà la spending review il principale pilastro della prossima legge di stabilità, sul quale il governo poggia la speranza di reperire le coperture necessarie per tenere fede agli impegni su Iva, Imu e cassa integrazione. In tutto il budget da scovare è di 3,5 - 4 miliardi. Sul tavolo del ministro dell'Economia Fabrizio Saccomanni è aperto da tempo un dossier rivolto a tre fonti di possibili risorse: costi della macchina dello Stato, riordino delle agevolazioni fiscali e dei contributi alle imprese. Ed è sul primo aspetto che si appuntano le maggiori aspettative di risparmio. In attesa della nomina del nuovo commissario straordinario che dovrebbe arrivare entro la metà di settembre, all'Economia si sta lavorando alla individuazione dei costi e dei fabbisogni di Comuni e provincie in tutti i settori, compresi Sanità e Trasporti, in base ai quali fissare i livelli standard oltre i quali le amministrazioni non potranno spingersi, se non vorranno incappare in riduzioni di trasferimenti e tagli lineari. Nelle previsioni l'operazione dovrebbe portare risparmi a regime di circa 3-4 miliardi. Oltre all'introduzione dei fabbisogni standard, l'altra punta di diamante che nel corso del tempo ha acquistato sempre più importanza nella razionalizzazione dell'utilizzo delle risorse statali è la Consip, la centrale acquisti al quale fanno riferimento tutte le pubbliche amministrazioni. Della enorme torta di 136,1 miliardi che costituisce la massa di spesa annuale in forniture e servizi della Pa, nel 2012 la Consip è riuscita a gestirne direttamente 30.
Le seconde case non saranno toccate
Il governo smentisce le ipotesi di un aumento della tassazione Il Tesoro cerca le coperture per l’Imu con la spending review
