«Un intervento sui soli assegni d'oro non consentirebbe un riequilibrio a favore dei pensionati più poveri. Diverso se sul piatto ci fossero anche le pensioni d'argento». È l’ipotesi lanciata dal ministro del Lavoro Enrico Giovannini che parla anche di un «acconto-pensione a chi perde il posto», «per gli over 50»: «chi è a 2-3 anni dal pensionamento e lascia il lavoro potrebbe avere un sostegno economico che poi dovrà ripagare negli anni successivi: si tratterebbe di una sorta di prestito, senza costi aggiuntivi sul sistema pensionistico. Poi spiega: «se immaginiamo che d'oro voglia dire pensioni oltre 20 o 50mila euro, un intervento non genererebbe un riequilibrio di grandi dimensioni. Se invece si intervenisse anche sulle cosiddette pensioni d'argento. È chiaro che il discorso potrebbe cambiare. Il punto vero è che non abbiamo una definizione di pensioni d'oro o di pensioni d'argento». Per Giovannini il taglio del cuneo fiscale «resta una priorità del governo: quanto e come lo vedremo nella legge di stabilità». «Abbiamo definito un decreto per nuovi criteri da 2014 per l'uso degli ammortizzatori in deroga. Dal 2014 sono previsti i fondi di solidarietà per ridurre l'onere diretto sullo Stato per la gestione degli ammortizzatori. Abbiamo dato tempo alle imprese per far sì che dal 1° gennaio 2014 i fondi dei solidarietà partano, un sistema per assicurare reddito necessario ai lavoratori ed evitare abusi». Immediate le reazioni polemiche. «Giovannini non faccia l'errore di procedere per annunci sul tema della previdenza e apra al più presto un tavolo di confronto» per correggere gli errori commessi dal precedente governo, afferma il segretario confederale della Uil Domenico Proietti. Secondo il presidente della Commissione Lavoro del Senato Maurizio Sacconi «la materia previdenziale è particolarmente sensibile e non si presta ad annunci e tantomeno a giochi del cerino tra governo e Parlamento. Consiglio quindi il ministro Giovannini di riunire quanto prima la maggioranza sulla base di una istruttoria relativa a tutti i nodi aperti in conseguenza degli interventi prodotti nella trascorsa legislatura». In particolare «merita una proposta organica da parte del governo, con le relative previsioni di oneri, l'ipotesi di un regime transitorio equo per tutti i lavoratori già anziani all'atto della approvazione della legge Fornero in modo che lo stesso fenomeno degli esodati trovi risposte adeguate senza produrre disparità nella stessa generazione di persone. Quanto al pericolo di una crescita senza lavoro, il ministro sa bene che la legge Fornero ha già prodotto una riduzione del coefficiente occupazionale della produzione di beni e servizi».
Giovannini: acconto di pensione a chi perde il posto
«Un intervento sui soli assegni d'oro non consentirebbe un riequilibrio a favore dei pensionati più poveri. Diverso se sul piatto ci fossero anche le pensioni d'argento». È l’ipotesi lanciata dal...
