«La comunità internazionale deve rispondere» al presunto attacco chimico in Siria. Ne è convinto il premier britannico David Cameron, come ha spiegato un portavoce di Downing Street. Le forze armate britanniche stanno mettendo a punto un piano di emergenza nell'eventualità di una risposta militare. Secondo il quotidiano britannico Guardian sarebbero già atterrati sulla base inglese di Akrotiri, nell’isola di Cipro, i primi aerei da guerra e trasporti militari. Secondo l’organo di stampa d’oltremanica due piloti di un volo commerciale hanno detto di aver visto un C-130 Hercules dalla loro cabina e diversi jet sul loro radar. Anche gli abitanti intorno alla base di Akrotiri hanno riferito che nel ultime 48 ore l’attività, nell'aeroporto inglese, sarebbe aumentata. La base di Akrotiri, nella zona meridionale di Cipro, dista circa 160 chilometri dalle coste siriane, non più di 10 minuti di volo per un moderno ciaccia-bombardiere a media velocità. Questa indiscrezione va aggiungersi a quella secondo cui la marina militare inglese, la Royal Navy, sarebbe giàpronta ad un attacco missilistico con i Tomahawk dalle sue navi. La posizione di Cameron è condivisa anche dalla Turchia: «il crimine contro l'umanità commesso in Siria non può restare senza una risposta - ha osservato il ministro degli Esteri turco - Questo è un test per comunità internazionale».
Cameron passa all'attacco: «Dobbiamo rispondere»
Secondo il Guardian mezzi militari inglesi sono già a Cipro, distanti solo 160 chilometri dalle coste della Siria. Turchia d'accordo con il premier britannico
