Politica

La paura delle colombe: un partito dove comanda solo Daniela

Il livello di stress tra le «colombe» del Pdl non è mai stato così alto. Ora che la strategia dei «duri e puri» di Arcore sembra aver fatto breccia nell’animo del Cavaliere – anche se ancora non...

Il livello di stress tra le «colombe» del Pdl non è mai stato così alto. Ora che la strategia dei «duri e puri» di Arcore sembra aver fatto breccia nell’animo del Cavaliere – anche se ancora non completamente – i moderati si sentono sempre più messi all’angolo. E con davanti un rischio evidente: essere costretti a uscire dal Pdl se davvero si andasse a elezioni in tempi rapidissimi e il partito finisse nelle mani di Daniela Santanché. A quel punto, è il loro timore, partirebbero le «epurazioni» e nelle liste dei candidati finirebbero solo i falchi. «Ma è ovvio che in una formazione di questo tipo noi non potremmo comunque entrare», ragiona un deputato dei moderati che sabato era presente al vertice di Arcore. «Però – riprende – questo immagino che sia proprio il disegno che hanno in mente i nostri colleghi che spingono tanto per portare Berlusconi a rompere subito e comunque con Enrico Letta. Il loro potrebbe essere un partito da 8,10 per cento con il Cavaliere a fare da regista. Ma non è certo quello che noi vogliamo». Paradossalmente, la loro ancora di salvezza è ancora proprio Berlusconi. «Il Cavaliere non è ancora del tutto convinto a rompere – spiega ancora un ministro che vuole mantenere l’anonimato – sa che sarebbe difficile spiegare agli italiani che il governo è caduto su una questione personale». Per questo sabato Angelino Alfano ha messo sul tavolo la «carta» dell’approvazione delle misure sull’Imu e sull’Iva. «Se il governo vara questi provvedimenti – ha ripetuto – diventa difficile spiegare che usciamo dalla maggioranza». Ma anche i margini di manovra del segretario del Pdl per frenare i falchi sembrano abbastanza ridotti. Tanto da far dire a Santanché che «Alfano ha capito che aria tirava ad Arcore e si è subito allineato. È il più furbo di tutti». E così i «veleni» dei colleghi sono tutti per lei. «Spinge per andare alle elezioni in tempi brevissimi perché sa che quella è l’unica chance che ha per restare in prima linea – sibila ancora un parlamentare – Ma non ha capito che rischiamo di finire tutti all’opposizione perché Napolitano le urne non le vuole. E a quel punto con Berlusconi fatto fuori dal Senato».

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