Da quando Joseph Ratzinger ha lasciato la Cattedra di Pietro, diventando così Papa emerito, non si può certo dire che la Chiesa nel suo insieme abbia indugiato a lungo sul senso profondo dell'evento. Un rispetto per la solennità del passaggio di consegne ha reso, in qualche maniera, tutti timidi e rispettosi. Certamente, l'entità di un nuovo Papa che subentra a un predecessore in vita ha lasciato in sospeso una serie di domande. Alcuni hanno osservato sottovoce che se anche il Sommo Pontefice rinuncia al suo incarico, allora veramente non c'è più nulla di certo nel mondo. In realtà, non soltanto l'abdicazione di un Papa è qualcosa di possibile, ma è già avvenuta in passato ed è contemplata all'interno dello stesso diritto canonico. Naturalmente, quello che nessuno può stabilire in linea generale è l'insieme delle motivazioni che un uomo religioso, un servo di Dio, giunto al vertice della Chiesa deve sentire nel suo cuore e nella sua coscienza per decidere di abbandonare lo scranno spirituale più alto. Si dice che Celestino V, lasciando il passo a Bonifacio VIII, percepì di non avere il coraggio di governare la Chiesa. Di certo c'è che Ratzinger, dopo la giustificazione ufficiale che ha offerto pubblicamente al mondo intero, è stato il campione della discrezione. Ha tenuto, molto opportunamente, nel silenzio una risoluzione sofferta, che ha però voluto fare con decisione e sicurezza. In questo senso, si sa che nella sua residenza attuale al Mater ecclesiae, il Papa emerito vive raccolto e nascosto, ricevendo qualche visita riservatissima. Perciò ha fatto molto discutere che a distanza di sei mesi egli abbia fatto trapelare qualcosa a un giornalista della testata cattolica Zenit . Ratzinger ha spiegato che ha fatto il fatidico passo indietro perché "glielo ha chiesto Dio". Si tratta, in effetti, di una preferenza che il Vicario di Cristo non può prendere consultandosi con altri uomini, ma può fare solo a tu per tu con Dio. D'altronde, Ratzinger ha spiegato che non si è trattato per lui di una visione mistica o di un evento miracoloso, ma più concretamente di una persuasione profonda, assoluta, intervenuta nella sua anima che si è infine determinata in una ferma presa di posizione. Come poter rimanere, in caso contrario, così saldi e così sereni? L'ex pontefice, dunque, non ha perso occasione per dare una grande lezione di teologia e di vita a tutti noi. Sebbene, infatti, la tradizione spirituale cattolica abbia una lunghissima e autorevolissima storia mistica, tuttavia, com'è noto, il rapporto con il Sacro non può fare a meno di passare attraverso la Chiesa e i suoi segni sensibili. Malgrado ciò, Ratzinger ha mostrato come la coscienza personale sia il vero luogo d'incontro con la trascendenza, un'interiorità nella quale il credente trova alla fine le risorse per potersi assumere responsabilità di portata, come in questo caso, addirittura sovraumana. Logicamente, nella vita di un Pontefice, niente è uguale a ognuno di noi, ma, evidentemente, niente è mai completamente diverso. In un uomo della cultura e dello spessore di Ratzinger è chiaro che tutte queste persuasioni sono state costantemente presenti. Ed è chiaro che quello che ha definito lui stesso "un desiderio assoluto" di dedicarsi solo a Dio, consegnando le Chiavi della Chiesa a un successore, si è mostrata non come una fuga dal mondo, ma come un servizio ancora maggiore di quanto avrebbe potuto fare restando in carica. Non a caso, dopo l'11 febbraio, il destino della Chiesa è completamente mutato. L'assurgere al Soglio di Pietro di Jorge Mario Bergoglio ha da sé cambiato prospettiva e risolto automaticamente una quantità di problemi impressionanti che offuscavano l'immagine della cattolicità. Tanto che sia la rinuncia di Benedetto XVI e sia l'arrivo di Francesco sono stati veramente provvidenziali per la Cristianità. È bello pensare, alla fin fine, che nonostante le debolezze umane, nonostante gli elementi molto caratterizzanti la temporalità passata e presente del potere ecclesiastico, di cui la nostra capitale è eterno vessillo, la rinuncia di un uomo e l'arrivo di un nuovo Papa siano accadimenti che veramente non dipendono soltanto dalla volontà personale dell'uno e dell'altro. Questa, insomma, è la Chiesa romana, un'istituzione religiosa tra le più complesse e arcaiche, la quale, però, nasconde il mistero di un'eternità che muove nel tempo le coscienze.
Se Dio parla nel silenzio
di Benedetto Ippolito - Da quando Joseph Ratzinger ha lasciato la Cattedra di Pietro, diventando così Papa emerito, non si può certo dire che la Chiesa nel suo insieme abbia indugiato a lungo sul...