«Forse siamo finalmente al finale di partita». Beppe Grillo sul proprio blog prevede la fine dell'esecutivo Letta, parole che acquistano maggiore significato dopo la convocazione del presidente del Consiglio Enrico Letta da parte del Capo dello Stato Giorgio Napolitano. «I due alleati Pdl e Pdmenoelle si stanno per sbranare a vicenda, come i gangster nelle scene finali del film Le Iene», commenta così lo scontro Alfano-Letta. "Hanno usato ogni risorsa contro il cambiamento, contro il M5S - scrive Grillo nel post -. Hanno dovuto rieleggere un presidente della Repubblica di 88 anni garante delle larghe intese, hanno fatto un inciucio alla luce del sole con Berlusconi, dopo aver preso i voti in campagna elettorale dichiarando che lo volevano smacchiare, e hanno chiamato tutto questo atto di responsabilità". Chi ha fatto fallire il Paese è al governo e ci vuole rimanere ad ogni costo. La condanna, forse imprevista, di Berlusconi ha fatto saltare il banco. C'è la possibilità di nuove elezioni, di voltare pagina dopo vent'anni di buio e di decadenza del Paese. Loro lo sanno e, improvvisamente, dopo quasi otto anni di letargo sul Porcellum hanno fretta, molta fretta di cambiarlo. Sanno che con il Porcellum il rischio che il M5S vinca le elezioni e vada al governo è altissimo. Se succedesse, il presidente del Consiglio del M5S, che dovrà essere una persona interna al MoVimento, ricoprirebbe anche il ruolo di presidenza UE nel 2014. Uno scenario da evitare con ogni mezzo - sottolinea il leader del MoVimento 5 Stelle -. E quindi, questi signori che si baloccavano con il cambiamento della Costituzione demolendo l'articolo 138, per fare in seguito ogni modifica utile a una nuova legge elettorale presidenziale che espropriasse ancora di più il Parlamento e che riducesse i poteri della Magistratura, si sono accorti di non avere più tempo".
Grillo: al voto subito e Napolitano si dimetta
«Forse siamo finalmente al finale di partita». Grillo sul proprio blog prevede la fine dell'esecutivo Letta, soprattutto dopo la convocazione del presidente del Consiglio Enrico Letta da parte del Capo dello Stato Giorgio Napolitano.