Politica

Sull’Imu si prende tempo Soluzione a settembre

Il governo ribadisce: rispetteremo gli impegni L’imposta sarà tolta dalla prima casa

Il premier Enrico Letta ha garantito che il rebus Imu sarà risolto entro la fine del mese ma il ministro dello Sviluppo economico Flavio Zanonato, ieri al Meeting di Rimini, ha fatto capire che una decisione potrebbe venire anche ai primi di settembre. «C'è un impegno preciso del governo a togliere l'Imu sulla prima casa» ha affermato Zanonato auspicando che «si trovi la soluzione, se non entro agosto nei primi giorni di settembre». Insomma i tempi si allungano. Non si sa nemmeno se il tema potrebbe essere discusso dal prossimo Consiglio dei ministri. La tensione nello scenario politico di certo non aiuta con il Pdl che potrebbe mostrarsi intransigente verso qualsiasi formula di compromesso e cogliere questa occasione per far saltare il banco qualora il ministro dell’Economia Fabrizio Saccomanni non accogliesse le sue richieste. Dal governo continuano ad arrivare rassicurazioni sul rispetto dell’impegno a trovare una soluzione ma sul come si naviga a vista. La messa a punto del provvedimento è demandata alla cabina di regia che verrà convocata prima del Consiglio dei ministri da fissare entro la fine del mese. Tra Palazzo Chigi e il ministero dell'Economia è ormai una corsa contro il tempo per trovare i fondi necessari per evitare ai proprietari di un immobile destinato all'abitazione principale il pagamento delle rate dell'Imu 2013. In attesa dell'annunciata revisione complessiva della tassazione sulla casa, l'Esecutivo dovrà trovare entro il 31 agosto circa 2,4 miliardi. Servono per cancellare il pagamento del primo versamento Imu, finora soltanto sospeso ed evitare così che scatti la clausola di salvaguardia e con essa l'obbligo dei contribuenti di mettersi in regola entro il 15 settembre. Complessivamente sono 4 miliardi i fondi da scovare in ogni caso tra le pieghe di bilancio entro i prossimi mesi, per mettere definitivamente al riparo i contribuenti dai rigori dell'Imu 2013. Impresa non facile. L'aumento delle entrate fiscali registrato a giugno era già stato contabilizzato nel tendenziale che ha portato la previsione del rapporto tra deficit e Pil sotto la fatidica soglia del 3% per il 2013 e anche i benefici sui conti dal ridimensionamento dello spread non sembrano risolutivi per i tecnici di via XX Settembre. L'introduzione di una tassazione alternativa che rimetta ordine nei conti dello Stato penalizzati dal «buco» lasciato dal mancato gettito dell'Imu, osservano all'Economia, non potrebbe scattare prima del gennaio 2014. La soluzione più gettonata al momento sembra la «service tax», delineata nelle oltre 100 pagine di analisi tecniche elaborate dal Mef e messe a disposizione dell'aspro confronto politico in atto intorno all'imposta municipale sugli immobili. Il rebus dell’Imu si riassume in due domande che finora non hanno trovato una risposta. Ovvero se nel 2013 l'Imu sulla prima casa non si pagherà per nulla o solo per metà e se dal 2014, quando l'Imu dovrebbe essere sostituita con una nuova imposta, si pagherà ancora sulla prima casa. Le risposte non ci sono perché finora non è stato trovato un accordo nella maggioranza tra il Pdl, che chiede di abolire del tutto il prelievo sulla prima casa a partire da quest'anno, e il Pd, che propone una rimodulazione dell'imposta che esenterebbe dal pagamento i redditi medio bassi. Il sottosegretario all’Economia Pier Paolo Baretta ha messo le mani avanti: «Se qualcuno pensa che si possa cancellare completamente l'Imu sulla prima casa nel 2013 e trascinarsi questa manovra nella riforma strutturale, allora deve dire come copre i 4 miliardi di mancato gettito per quest'anno e i 4 che servirebbero dal 2014 in poi». Al Tesoro ritengono che l’ipotesi di cancellare del tutto l’imposta sulla prima casa sia irrealistica e lavorano a soluzioni di compromesso sulla scia del dossier tecnico diffuso il 7 agosto che individua nove diverse vie d'uscita mettendone in risalto pregi e difetti. Ed ecco che arriverebbe la service tax la cui gestione sarebbe in mano ai Comuni che potrebbero modularla fino ad esentare completamente la prima casa. Sull’avvio della service tax i tempi sono fondamentali per la copertura. Se dovesse partire a dicembre, il Tesoro dovrebbe trovare i 2 miliardi una tantum della sospensione della rata di giugno. Se invece la nuova tassa debuttasse l'anno prossimo, la copertura da trovare per quest'anno salirebbe a 4 miliardi. La service tax dovrebbe essere pagata anche dagli affittuari.

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