Il Pd «deve scuotersi, deve fare qualcosa, meglio se di sinistra. Deve decidere, perché altrimenti rischia di dissolversi». Lo dice l'europarlamentare dell'Idv Gianni Vattimo, già a Strasburgo con i Ds dal 1999 al 2004. «Della vita interna del Pd ormai ne so poco, ma credo che sia indispensabile per quel partito uno sforzo per ricreare una vera forza di sinistra, che includa la parte 'sana' del Pd, quella che non è completamente folle», sottolinea. Una sinistra, aggiunge Vattimo, che «può rappresentare ancora una bella fetta di elettorato, ma che è frammentata in tanti pezzettini, sparsi qua e là. All'inizio della sua avventura, l'Ulivo mi sembrava un buon progetto, ma se poi certe convivenze 'forzate' devono produrre immobilismo, allora è meglio rivedere la strategia. Non si può continuare solo a parlare di regole, nomi di candidati, Renzi o altri, senza una decisa sterzata verso un impegno forte e concreto per contribuire a risolvere i problemi del Paese». «Non si può continuare a stare lì con il bilancino, perché agli italiani, anche all'elettorato di centrosinistra, di queste cose interessa assai poco: ci sono problemi ben più concreti da risolvere, e con urgenza. Anche perchè le previsioni, magari in tono un po' troppo apocalittico, di Casaleggio su una tensione sociale crescente non possono essere considerate un'invenzione: il rischio esiste», rileva Vattimo, secondo il quale il Pd deve dire di no ad una «neutralizzazione della politica attraverso forme di governo che, di fatto, sono 'imposte': dall'esecutivo dei tecnici in poi, tutto è precipitato. Al Paese serve una scossa. E il Pd può dare un contributo sostanzioso. Ma deve decidersi».
Vattimo: il Pd faccia qualcosa di sinistra
L'europarlamentare Idv: non si può continuare solo a parlare di regole e nomi senza un impegno forte per risolvere i problemi del Paese
