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I falchi si preparano: «Se Silvio condannato sarà guerra»

Cassazione -4. Il 30 luglio si avvicina e con esso, l’udienza della Cassazione che dovrà decidere sul processo Mediaset e sulla condanna di Silvio Berlusconi. Uno snodo forse cruciale per il...

Cassazione -4. Il 30 luglio si avvicina e con esso, l’udienza della Cassazione che dovrà decidere sul processo Mediaset e sulla condanna di Silvio Berlusconi. Uno snodo forse cruciale per il prosieguo della legislatura. Anche se sono in molti ad essere convinti che la Corte potrebbe decidere di rinviare la sua decisione. Ciò nonostante la tensione resta alta. E i «falchi» del Pdl affilano le armi. Ieri è stato Gianfranco Miccichè, sottosegretario alla Funzione Pubblica, a lanciare l’avvertimento. «Se condannano Berlusconi è guerra - ha detto ospite de La Zanzara su Radio 24 -, tanti dell’attuale centrodestra non sono disponibili a stare buoni. Berlusconi fa di tutto per tranquillizzare, ma è difficile che il governo possa rimanere in piedi. La vedo dura. Se Berlusconi me lo chiede dopo due secondi io mi dimetto». «Mi pare difficile che non cada - ha ribadito - se condannano Berlusconi, per me ci vorrebbero le elezioni il più presto possibile. Il governo Letta non ha ancora fatto nulla di quello che doveva fare, forse a poco a poco ce la farà. Per ora merita un 6 in pagella, bisogna essere buoni». Nel frattempo il «caso Mediaset» arriva anche all’interno della Giunta per le Immunità del Senato. Quella che dovrà decidere sull’ineleggibilità del Cavaliere e che, ovviamente, attende con particolare interesse l’udienza del 30 luglio. Secondo quanto riporta il resoconto della seduta di mercoledì dell’organismo, Giuseppe Cucca del Pd, ha chiesto alla Giunta di «acquisire, prima che prosegua la discussione generale, il primitivo atto concessorio relativo alle reti Mediaset, con i successivi provvedimenti che si sono susseguiti nel tempo». Dopo una accesa discussione, che ha visto favorevoli all’acquisizione della documentazione della Cassazione sia il Pd che i grillini (contrario il Pdl), il relatore, Andrea Augello, ha ricordato che «la discussione generale si rivela propedeutica alla eventuale esigenza di richiedere dei documenti; in tal senso, solo al termine di tale fase procedurale, si potrà capire quali elementi documentali sia utile acquisire». Il presidente, Dario Stefano, ha quindi rinviato l’esame della proposta di Cucca all’ufficio di presidenza, convocato per il 31 luglio (la Giunta è stata convocata lo stesso giorno alle 20). Quel giorno il Cav potrebbe già essere formalmente fuori dal Parlamento e dalla politica italiana (la condanna prevede l’interdizione dai pubblici uffici per 5 anni). Ma il suo legale Franco Coppi prova ad essere ottimista: «È una causa nella quale abbiamo dei validi argomenti e speriamo e confidiamo di riuscire a convincere la Corte della non configurabilità del reato per cui Berlusconi è stato condannato».

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