Caso Ruby, secondo verdetto. Si chiude oggi, con la sentenza di primo grado, il processo a carico di Nicole Minetti, Lele Mora e Emilio Fede, imputati a Milano con l'accusa di induzione e favoreggiamento della prostituzione, anche minorile. Per loro la Procura di Milano ha chiesto sette anni di reclusione e interdizione perpetua dai pubblici uffici e, in particolare, da tutte quelle strutture pubbliche, come scuole e strutture sportive, che presuppongano la presenza di minori. La decisione dei giudici della quinta sezione penale del Tribunale di Milano, collegio presieduto da Anna Maria Gatto, arriverà 26 giorni dopo il verdetto del processo principe, che ha condannato a sette anni di carcere l'ex premier Silvio Berlusconi per concussione e prostituzione minorile. Per il Cavaliere, stabilita anche l'interdizione perpetua dai pubblici uffici. Una «tegola» che incombe sull'esito di questo procedimento parallelo, cominciato il 21 novembre del 2011. In particolare, per quel reato di prostituzione minorile di cui l'ex presidente del Consiglio è stato ritenuto colpevole. Nel canovaccio della vicenda che ha visto coinvolta la giovane marocchina Karima El Mahroug, in arte Ruby, i tre potrebbero esserne descritti come i «comprimari», personaggi vicini e legati da rapporti molto stretti con il protagonista principale. Per loro, i pm Antonio Sangermano e Pietro Forno, hanno usato aggettivi come «arruolatore», «fidelizzatore», «amministratore del bordello» fino ad «assaggiatori di vini pregiati» nei confronti delle 34 ragazze coinvolte nel procedimento.
Ruby bis, oggi il verdetto
Caso Ruby, secondo verdetto. Si chiude oggi, con la sentenza di primo grado, il processo a carico di Nicole Minetti, Lele Mora e Emilio Fede, imputati a Milano con l'accusa di induzione e...