«Oggi ci troviamo in una situazione peggiore rispetto agli anni di Tangentopoli. I nostri animi sono esacerbati, la strumentalizzazione è costante e reciproca, il garantismo svalutato perché troppo spesso usato a fini non garantistici. Alle nostre spalle c'è il ventennio perduto delle riforme della giustizia». A parlare è Benedetto Della Vedova, l’ex futurista senatore di Scelta Civica, ma Radicale nel cuore. Rilancia il senatore del Pd Nicola Latorre: «Nel nostro Paese c’è uno squilibrio dei poteri che ha creato l’assurdo di una crescita oltre limite del potere giurisdizionale e paragiurisdizionale, crescita che fa supplenza a una politica incapace di assolvere alle sue funzioni». I senatori sono intervenuti ieri a un convegno a Roma alla sede della società «Reti». Tema: industria & magistratura. Liason pericolosa: nei casi più eclatanti - l’Ilva, la Thyssen – a far scintille è stato il conflitto tra due diritti entrambi di serie A – lavoro e salute – con la politica arrancante di fronte al compito di comporre gli interessi. Sullo sfondo, l’eterna questione giustizia. Non riformabile: «È stata esclusa dal calendario della politica nonostante il trampolino delle larghe intese», è il mesto constatare dell’ex deputato Pds Gianfranco Borghini, che poi tuona contro la sentenza sulla Thyssen. L'Ilva rischia la chiusura nonostante i piani per ammodernarla «perché questo clima ideologico lo consente», è la lettura di Angelo Mellone, dirigente Rai e pugliese, autore di ricognizioni sullo stabilimento di Taranto.
«In Italia c’è squilibrio di poteri»
Laura Cervellione «Oggi ci troviamo in una situazione peggiore rispetto agli anni di Tangentopoli. I nostri animi sono esacerbati, la strumentalizzazione è costante e reciproca, il garantismo...