Politica

Anche Ragusa diventa città a 5 Stelle

Il candidato sindaco grillino vince al ballottaggio e batte il centrosinistra che perde pure Messina. Astensione record: al voto meno del 50%

Beppe Grillo vince la sfida contro il Partito democratico, spegnendo i sogni di Guglielmo Epifani e Matteo Renzi che alla vigilia, proprio in Sicilia, avevano pronosticato il cappotto. Ma vince anche l’astensionismo che, a livello regionale, ha fatto registrare il -21,72% di votanti rispetto al 9 e 10 giugno scorsi (46,19% contro il 67,90%). Dunque, amaro in bocca per i Democratici in queste amministrative in Sicilia. A sbarrare la strada al Pd, pensa anche Sel, Rifondazione comunista e una costellazione di movimenti che, in diversi Comuni (Ragusa e Messina compresi) si sono schierati con i cosiddetti outsider. Per quanto riguarda il Popolo della Libertà, com’è noto, non aveva alcun candidato sindaco al ballottaggio nei tre capoluoghi di provincia. Fallita pure la carta delle larghe intese, per Pd e Pdl, non avendo prodotto quei risultati sperati. Allora niente en plein per il centrosinistra. Infatti, dopo avere incassato la vittoria a Catania, eleggendo il sindaco, Enzo Bianco, dei tre capoluoghi in palio nei ballottaggi, che hanno riguardato anche altri 13 Comuni siciliani, soltanto a Siracusa il centrosinistra si è affermato, conquistando dopo quattordici anni la poltrona di primo cittadino con un renziano di ferro, Giancarlo Garozzo, che ha ottenuto il 53,30% di consensi, lasciandosi alle spalle il candidato di liste civiche e centrodestra, Ezechia Paolo Reale, con il 46,70%. «Partiremo dagli ultimi perché solo non lasciando nessuno indietro questa città potrà ripartire», afferma il neo sindaco del capoluogo aretuseo. Ma il vero trionfatore di questa tornata elettorale è il candidato del MoVimento 5 stelle, Federico Piccitto. L’ingegnere di 37 anni con il 69,35% (15,64%, primo turno) diventa sindaco di Ragusa, stracciando l’avversario del centrosinistra, Giovanni Cosentini, fermatosi al 30,65% (29,34%). Per il capogruppo al parlamento siciliano del M5S, Giancarlo Cancelleri «il lavoro per noi comincia adesso». «Sarà un banco di prova duro, ma entusiasmante - aggiunge il capo dei grillini isolani - visto che potremo operare non più da opposizione e con la grande opportunità di dimostrare a tutti cosa è un’amministrazione a 5 Stelle». Per i Democratici, batosta anche a Messina, dove il Pd ha lo strapotere e il centrista Giampiero D’Alia è il rais («Siamo ovviamente molto dispiaciuti per il risultato»). Nella città dello Stretto è andato di scena un ribaltone. Protagonista l’attivista del movimento "No Ponte", Renato Accorinti, che con il 52,67% di consensi ha bruciato il candidato del centrosinistra-Udc, Felice Calabrò, fermatosi al 47,33%. E pensare che al primo turno, una manciata di voti, appena 59, aveva impedito l’elezione a sindaco di Calabrò, fermatosi al 49,94%, distaccando di quasi 26 punti percentuali (23,88%) Accorinti. Uno scenario ora totalmente ribaltato, grazie anche al sostegno di Grillo e di buona parte del Pdl. «Adesso comincia una nuova storia. È una vittoria di tutti i cittadini», le prime parole di Accorinti. Lo avevamo detto, solo espugnando Ragusa, Grillo poteva essere proclamato vincitore di queste amministrative siciliane. E così è andata. Il leader dei grillini, infatti, dopo Parma con Federico Pizzarotti (che s’è complimentato con il neo sindaco di Ragusa), si ritrova ad avere un altro primo cittadino di un capoluogo, oltre ad altri sette sindaci. «Il MoVimento 5 Stelle continua il suo lento, ma inesorabile, cammino all’interno delle istituzioni - afferma Grillo -. Federico (Piccitto, ndr ), insieme agli assessori, ai consiglieri e agli attivisti, aprirà il Comune ai cittadini. Per Ragusa è tempo di cambiare. Sarà dura - conclude - ma ce la faremo». Gongolano pure a sinistra. «La vittoria di Piccitto a Ragusa, sostenuto anche da Sel e liste civiche, segna il fallimento di un centrosinistra che decide di appaltarsi ai transfughi del Pdl», chiosa Erasmo Palazzotto, deputato nazionale e coordinatore regionale del partito di Vendola. Esulta anche Rifondazione comunista, che per bocca del suo segretario in Sicilia, Antonio Marotta, chiosa: «Le straordinarie vittorie di Accorinti e di Piccitto sono il frutto di una sinistra finalmente unita e credibile, alternativa all’inciucio Pd-Pdl». Sul fronte del centrodestra, è calato il silenzio. Voci sporadiche, come quella di Stefania Prestigiacono, che di certo è stata una delle protagoniste della spaccatura del Pdl a Siracusa, borbotta: «È con rammarico che rilevo che la mancata riunione del centrodestra, addebitabile a chi fa politica con insulti, menzogne e rancore, ha impedito a Reale di ottenere la vittoria». Immancabile la sentenza di Rosario Crocetta: «I dati del ballottaggio riconfermano la crescita del centrosinistra e la destrutturazione del centrodestra». Per la cronaca: in diversi Comuni il governatore era alleato con il Pdl.

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