Politica

Maroni: «I contestatori? Dei poveri pirla, li distruggerò»

«C’è stato un dibattito all'interno della riunione, ognuno ha detto la sua, ma le decisioni le ho prese io, come segretario federale, e sono quelle che ho esposto: le altre sono proposte, ma non...

«C’è stato un dibattito all'interno della riunione, ognuno ha detto la sua, ma le decisioni le ho prese io, come segretario federale, e sono quelle che ho esposto: le altre sono proposte, ma non sono le decisioni che io ho preso». Così Roberto Maroni ha risposto a chi gli chiedeva conto delle richieste di espulsione di Umberto Bossi dalla Lega Nord avanzate da alcuni dirigenti nel corso dell'assemblea degli eletti del movimento domenica a Milano. Ma secondo lei è possibile un'espulsione di Umberto Bossi dalla Lega gli è stato chiesto? «Non mi interessa, la questione, oggi, non è quella», ha spiegato Maroni. Il caso Bossi, ha sostenuto, «è il contorno, a me piace il piatto forte». Ricordando di aver chiesto la "giustificazione" a coloro che non hanno partecipato all'assemblea degli eletti di domenica (compreso Bossi), Maroni ha aggiunto: «Ho chiesto di sapere perché non sono venuti quelli che non sono venuti, stiamo raccogliendo le giustificazioni». Maroni ieri ha anche inviato una lettera ai segretari nazionali, provinciali e di sezione del Carroccio: «La Lega è immortale, e continuerà a vivere e a lottare anche dopo Bossi e Maroni. Sento e leggo, però, che c'è in giro qualche leghista (?) che dà la Lega per morta, che si vanta di essere chissà chi, che ancora ha nostalgia di cerchi e belsiti, che antepone il proprio interesse personale a quello del Movimento, che fomenta l'odio per spaccare tutto. Bossi li chiamava "lumaconi bavosi", per me sono solo dei poveri pirla». «Bene, questa gentaglia è avvertita – scrive ancora il segretario – chi vuole distruggere la Lega sarà distrutto». Maroni, nella missiva, rivendica anche il suo ruolo da segretario. «Ho deciso che è ora di smetterla di farci del male con interviste, polemiche, risse verbali e cose di questo genere. Il Congresso Federale mi ha eletto Segretario sulla base di una precisa linea politica. Rimarrò Segretario fino a che deciderò che sarà utile per il Movimento: chi non è d'accordo se ne può andare, chi continuerà a polemizzare e ad insultare se ne dovrà andare». Avvertimenti che non turbano Umberto Bossi: «Sono superiore alle beghe. Non mi preoccupo se Maroni dice di volermi cacciare. Fortunatamente non siamo padre e figlio». «Chi espelle ha paura, non è forte – ha proseguito – Non amo chi espelle e porta il suo movimento alla rottura. Io espellevo quelli che erano in alto, non giù. L'espulsione è l'errore più grave che si possa fare. Io ho espulso il presidente della Camera», ha spiegato riferendosi al caso di Irene Pivetti, «non semplici parlamentari». Se qualcuno, in ogni caso, dovesse chiedere la sua cacciata il leader del Carroccio risponderebbe «con una pernacchia».

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