Politica

Bankitalia contro l’Imu «Un peso per le imprese»

«Il catasto è iniquo, favorisce i ricchi. Va riformato Il gettito dell’imposta dovrebbe andare ai Comuni

Anche la Banca d’Italia si schiera con l’Imu che «ha comportato per le imprese un forte aggravio fiscale» a causa dell’incremento dei moltiplicatori. In una audizione in Senato i tecnici dell’istituto di via Veneto hanno spiegato che il gettito derivante dagli immobili di proprietà delle imprese e da fabbricati, negozi e uffici posseduti da persone giuridiche è aumentato con il passaggio dall'Ici all'Imu e si stima abbia superato, nel complesso, i 10 miliardi. Questo senza considerare terreni ed aree edificabili. Il nodo del problema, secondo via Nazionale è sempre quello: ovvero la mancata riforma del Catasto che impedisce un allineamento delle imposte sulla casa agli effettivi valori di mercato. Il divario attuale è così ampio da generare «fenomeni di iniquità», con la tendenza «a favorire i contribuenti più ricchi». Pertanto la revisione del Catasto avrebbe «effetti positivi sul piano distributivo». La relazione depositata da Bankitalia presso la VI commissione del Senato che sta portando avanti una indagine conoscitiva sulla tassazione degli immobili, firmata da Alessandro Buoncompagni (Servizio rapporti fiscali) e Sandro Momigliano (Servizio studi di struttura economica e finanziaria) ricorda che l'ultimo aggiornamento del Catasto risale ormai al 1990 e quindi non registra la fortissima crescita dei prezzi delle case che si è avuta nei due decenni successivi. La discrepanza tra i valori catastali e di mercato - sottolinea la nota, «tende a crescere con l'età degli immobili, risultando contenuta per quelli di più recente registrazione, che sono prevalentemente edificati in aree periferiche e di nuova urbanizzazione, e via via più ampia». Bankitalia suggerisce una attenuazione dell’imposta «qualora ci siano le risorse necessarie» e una rimodulazione destinando l’intero gettito ai Comuni. Nella situazione attuale «le interferenze tra la politica tributaria nazionale e la fiscalità locale rendono il prelievo opaco per il contribuente». Il risultati sarebbe numerosi: visibilità dell'imposta; si eviterebbero forme di concorrenza fiscale di tipo verticale; vi sarebbero, infine, risvolti positivi in termini di un maggiore coinvolgimento degli enti nelle attività antievasive e antielusive. Bankitalia prevede infine un nuovo calo per il prezzo delle case. «Si può stimare che nel biennio 2013-14 i prezzi delle case subirebbero un nuovo calo, in media nell'ordine di due punti percentuali all'anno in termini nominali». Per Bankitalia però «l'introduzione dell'Imu ha portato il prelievo italiano complessivo sulla proprietà e sugli occupanti su un livello in linea con quelli registrati nei principali paesi dell'Unione europea». Invece resta «decisamente inferiore» il peso del prelievo sulle successioni e donazioni. Nei paesi dell'Ue la tassazione degli immobili «riveste un ruolo di rilievo per i governi locali, in particolare attraverso imposte ricorrenti. Queste ultime -sottolinea Bankitalia- sono presenti in 26 dei 27 Stati membri, e sono prelevate anche sull'abitazione principale». La reintroduzione dell'imposta su questo cespite, quindi, «ha allineato il sistema fiscale italiano a quello degli altri paesi europei». Se la riduzione del peso dell’imposta risulta difficile, Bankitalia suggerisce di prendere in considerazione anche «possibili alternative»: rispetto alla riduzione delle aliquote Imu, spiegano, abbassare l'aliquote legale dell'Ires «potrebbe determinare un maggiore incentivo all'attività economica». Inoltre ci sarebbe un «effetto segnaletico» a livello nazionale, con possibili «ricadute positive sulle scelte di localizzazione delle imprese». Soddisfatto per la posizione espressa da Bankitalia il presidente dell'Anci, Alessandro Cattaneo: «L'Imu deve tornare ad essere in tutto e per tutto una tassa municipale. Dal punto di vista dei Comuni, il contributo dell'Imu è stato sempre opaco, visto che si chiama imposta municipale unica e poi non è municipale ma unica». Intanto continuano ad arrivare altri dati che indicano la contrazione del mercato immobiliare. Nel quarto trimestre 2012 sono state 174.599 le convenzioni notarili per trasferimenti di proprietà di unità immobiliari (-25,7% rispetto allo stesso periodo del 2011). Sia le convenzioni notarili relative ai passaggi di proprietà di immobili ad uso abitazione ed accessori sia quelle che riguardano le unità immobiliari ad uso economico registrano variazioni tendenziali negative (rispettivamente -26,4% e -16,6%).

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