Politica

«Voglio tornare a vedere ridere la gente in strada»

Primo cittadino«Spero che la città sia orgogliosa di me Sento la responsabilità. La Capitale la cambiamo insieme»

Arriva in piazza di Pietra alle 17.30. Il nuovo sindaco di Roma si presenta prima alla stampa all’interno del Tempio di Adriano e poi ai propri sostenitori all’esterno senza l’inseparabile zainetto. Ma sulle spalle di Ignazio Marino grava comunque tutto il peso della «responsabilità» di dover amministrare la Capitale. «Voglio tornare a vedere le persone sorridere per strada - dice il nuovo primo cittadino - Sono tanti gli impegni che ci aspettano e dobbiamo lavorare tutti insieme e io lo farò con responsabilità e umiltà ma sono sicuro che lo farò insieme a voi». «Sono molto felice e molto emozionato - prosegue - Quando sono arrivato qui negli anni ’60 non avrei immaginato che il popolo di Roma mi potesse eleggere sindaco. Per le decisioni più importanti io ricorrerò a voi» dice rivolgendosi alla piazza. «Da domani inizierà una grande operazione trasparenza in Campidoglio partendo dal bilancio del Comune e noi faremo ogni sforzo per eliminare tutti i privilegi e tutte le spese inutili». Prima di andare a festeggiare con una cena riservata insieme alla famiglia, allo staff e ai collaboratori più stretti, Marino fa il punto con giornalisti e sostenitori. «Sono emozionato perché mi rendo conto della responsabilità che la città mi consegna», ribadisce. E sul modello di governo apre a tutte le forze cittadine: «Ognuno può partecipare alla rinascita di questa città. Io ci credo veramente. Sento una grande responsabilità per i romani e le romane che non si sono recati alle urne a causa delle disillusione nei confronti della classe dirigenti. Arriveremo al nostro obiettivo solo raggiunegendo quelle persone che sono convinte che la politca non sa fare, noi dobbiamo dimostrare che politica è servizio per le città». «Spero nei prossimi anni Roma possa essere orgogliosa di me», è l’auspicio del sindaco che apre a MoVimento 5 Stelle e ad Alfio Marchini, ma chiede collaborazione anche all’ormai ex sindaco Alemanno e al centrodestra. E per tutti coloro i quali in campagna elettorale avevano insinuato di una distanza tra Marino e il Pd, chiarisce: «Voglio dire grazie a tutte le persone che hanno creduto nella mia candidatura, alla generosità dei militanti dei partiti che in 48 ore hanno raccolto 6.500 firme per farmi correre, alle persone del comitato elettorale. Qualcuno ha detto che il partito, i partiti, sono stati lontani, ma è proprio l’opposto, quelle persone le ho viste lavorare anche 36 ore consecutive, piangere per stress. Sono persone straordinarie che hanno fatto questo solo per far rinascere Roma». Marino ieri sera non è andati in Campidoglio. «È il palazzo che rappresenta la Capitale del nostro Paese, ha una sua sacralità e i cambi di consegne devono avvenire in maniera formale come quel palazzo e quella storia meritano», spiega. E achi gli fa notare il «cappotto», la vittoria del centrosinistra in tutti i Municipi, il sindaco ammette: «È una grande gioia, una grande soddisfazione. Noi faremo tutto per dimostrare di essere all'altezza della nostra Roma. Io ci metterò tutto l’impegno e la dedizione possibile ma vi chiedo di non venire nei prossimi mesi, giorni, anni ad espormi solo le criticità come avete fatto in questa campagna elettorale, ma continuate, davanti a questi, a portarmi creatività, idee e passione per risolverli. Questa città la dobbiamo cambiare tutti insieme». «Voglio essere un sindaco che almeno una volta alla settimana gira la città e, soprattutto, inizia dalle periferie - conclude Marino - E un segnale lo daremo subito: quando questa città avrà i nuovi autobus i più belli, devono andare nelle periferie». Poi tutti in piazza di Pietra a festeggiare. Il popolo di centrosinistra grida «Daje daje». Sventolano le bandiere bianche con la scritta «Marino sindaco». La canzone «Non è politica è Roma» risuona in piazza. Saltano i tappi delle bottiglie di spumante. «Stasera ci possiamo fare un bicchiere di vino. Daje», concede il sindaco.

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