Politica

Scandalo G8, Balducci come i mafiosi

Maxisequestro di beni da 13 milioni di euro: sarebbe ricchezza illecita Il procuratore Pignatone: prima volta della norma contro la corruzione

ROMA Ora anche i colletti bianchi fanno la fine dei mafiosi, senza più ricchezze ammucchiate delinquendo per anni. Un esempio è quello che è capitato ad Angelo Balducci, della cricca del G8, dei Grandi Eventi, che stava ai domiciliari nuotando in piscina. I finanzieri del Comando provinciale di Roma hanno sequestrato beni immobili, auto, moto, quote societarie e conti bancari, per un valore complessivo di oltre 13 milioni di euro all’ex provveditore alle opere pubbliche di Roma e presidente del Consiglio superiore dei lavori pubblici e agli altri componenti del suo nucleo familiare. L’operazione arriva a distanza di un mese da un altro maxi-sequestro, con il quale le Fiamme gialle e i carabinieri del Ros avevano già messo i sigilli a buona parte del patrimonio personale di Balducci. È il terzo caso del genere in Italia (dopo quelli di Cremona e Chieti) ma è il più "eccellente". In pratica la norma del 2009, ribadita dal codice antimafia riformato nel 2011, segue due binari. Se uno si rivela persona già finita nei guai per altri reati, quindi non solo per mafia, e risulta la sproporzione tra i redditi dichiarati e i beni posseduti, allora la Procura può richiedere la misura di prevenzione patrimoniale e senza indagare il soggetto può mettere i sigilli ai beni, aspettando il pronunciamento del giudice alle spiegazioni dell’interessato che dovrà motivare tanta ricchezza ed eventualmente presentare ricorso al sequestro. Nello specifico, il decreto riguarda l’intero patrimonio accumulato nell’ultimo decennio dalla famiglia Balducci, puntualmente ricostruito grazie alle analisi economico-finanziarie degli investigatori del Nucleo di polizia tributaria della Capitale. Tra i beni colpiti dal provvedimento svariati immobili di lusso, come l’abitazione romana dei Balducci, appartamenti sulle Dolomiti e in provincia di Pesaro e un lussuoso casale con piscina e relativi terreni a Montepulciano (Siena), la cui edificazione e ristrutturazione è stata curata dall’impresa Anemone. Sigilli anche per i conti bancari e le automobili di Angelo Balducci e dei suoi familiari e per la società di produzione cinematografica Edelweiss Production Srl, che ha beneficiato di ingentissimi finanziamenti dell’imprenditore Diego Anemone e che ha prodotto alcuni film interpretati da Lorenzo Balducci, figlio dell’ex provveditore. Il decreto di sequestro si fonda sulle numerose indagini delle Procure di Roma, Firenze e Perugia, finite con condanne e misure cautelari nei confronti di Balducci per ripetute condotte di corruzione, abuso d’ufficio ed associazione a delinquere commessi quando rivestiva le funzioni di presidente del Consiglio superiore dei lavori pubblici nonché nella sua veste di figura apicale del Dipartimento per lo Sviluppo e la competitività del turismo istituito presso la presidenza del Consiglio dei ministri, con competenza in materia di assegnazione degli appalti relativi ai cosiddetti "Grandi Eventi" (Mondiali di nuoto 2009, vertice G8 all’isola della Maddalena, Celebrazioni del 150esimo anniversario dell’Unità d’Italia). «Quella applicata oggi è una misura di prevenzione che per la prima volta viene riferita in tema di corruzione. La legge l’aveva prevista per aggredire i beni dei mafiosi mentre adesso sarà possibile sequestrare i beni di quei soggetti che dimostrano un’abitualità nei reati e una sproporzione tra tenore di vita e redditi dichiarati», spiega il procuratore capo di Roma, Giuseppe Pignatone. Il sequestro chiesto dai pubblici ministeri Ilaria Calò e Roberto Felici ha riguardato anche i rapporti finanziari e le partecipazioni societarie di tutto il nucleo familiare Balducci: tra questi sequestrato un conto corrente in Lussemburgo di 3 milioni di euro oggetto di scudo fiscale tre anni fa. I finanzieri, guidati dal colonnello Cosimo Di Gesù, hanno accertato che le società che finanziavano le produzioni cinematografiche erano anche aggiudicatarie degli appalti gestiti da Balducci al Consiglio superiore dei Lavori pubblici. La misura di prevenzione ottenuta dalla Procura permetterà la successiva confisca anche se, in ipotesi, il procedimento penale nei confronti di Balducci dovesse essere prescritto. «I beni oggetto della misura preventiva - ha continuato Pignatone - erano già sotto sequestro penale. Ma la sorte del sequestro preventivo sarà ora indipendente dal processo penale».

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