I simboli di questi anni «perduti» per Roma? Fra le realizzazioni, piazza San Silvestro, inutile, inutilmente marmorea e costosa, torrida d’estate, mesta d’inverno, una non-piazza. Fra le gestioni, il trasporto pubblico, in specie la metro, inefficiente come poche. Fra le «grandi idee», la Formula 1 all’Eur, con relativa colata di cemento, con le strade seminate di buche. Del resto cosa poteva combinare di buono una Giunta che ha visto avvicendarsi nello strategico assessorato al Bilancio 3-4 titolari e che nelle aziende pubbliche ha cambiato dirigenti come cambiarsi di camicia? Ignazio Marino parte da alcuni sani principi. Intanto, basta consumare suoli liberi, aree verdi, ma riusare a fini edilizi le aree dismesse, risanare e recuperare il patrimonio abitativo esistente, con più case in affitto, a canoni sopportabili, per giovani coppie e anziani soli. Nel Comune di Roma sono almeno 150.000 gli alloggi vuoti o sfitti. Salviamo quanto resta dell’Agro Romano, torniamo a valorizzare, salvaguardandoli, i parchi, oggi mal gestiti, sull’orlo del degrado, le riserve naturali e agricole. Roma è stata per più di un secolo il Comune più agricolo d’Italia. La creazione del Comune autonomo di Fiumicino, ma anche la cementificazione senza soste dell’Agro, proseguita in modo intensivo con Alemanno, l’hanno retrocessa a favore di Cerignola e Foggia. Un impegno forte - che mi convince - di Ignazio Marino: ridare unitarietà, coesione a Roma, dal suo centro storico alla città del primo ’900, alle ex borgate, ai nuovi quartieri (e ritorno). Ridurre fortemente in centro il traffico privato, pedonalizzare i Fori e dintorni, riattivare il trasporto pubblico, oggi francamente sgangherato, rivalorizzare il servizio pubblico (taxi inclusi). E insieme correggere lo sviluppo distorto che rende, di sera e di notte, congestionati e rumorosi, a volte violenti, i rioni storici e un deserto, invece, semiperiferie e periferie. Inoltre un nuovo decoro urbano deve essere promosso ridando uno stile elegante alla città che negli ultimi anni è stata invasa da una indecorosità «bottegara» che spaventa, da anonime «mangiatoie» a base di surgelati precucinati, da camion e camioncini ad ogni ora, anche a un passo da monumenti di valore planetario come il Pantheon o come la Fontana dei fiumi di Bernini. Per non parlare degli orridi negozi di souvenir consentiti nelle vie più conservate. Dove sono finiti il decoro urbano, le regole, i vigili? La Bellezza è più che mai un valore, un bene sociale. E Roma deve esserne la Capitale. Ignazio Marino parla di «più turismi» a Roma, ed ha ragione. Oggi la capitale storica e archeologica del mondo è passivamente nelle mani dei tour operator che fanno conoscere pochi «totem» e poi via di corsa. Questa Roma merita molto di meglio. Merita un sindaco di cultura alta, internazionale, circondato da persone competenti, inventive e trasparenti. Un sindaco che si ricordi, sempre, dei bambini come dei vecchi. * Giornalista e scrittore
La città ha perso 5 anni Adesso serve una svolta
di Vittorio Emiliani *I simboli di questi anni «perduti» per Roma? Fra le realizzazioni, piazza San Silvestro, inutile, inutilmente marmorea e costosa, torrida d’estate, mesta d’inverno, una non-pia...