Politica

Vendola non perde l’occasione: «Il centrosinistra è allo sbando»

«Se nel giro di poche ore, anche nelle file del centrosinistra spicca il volo la propensione per il presidenzialismo o per il semi-presidenzialismo, vuol dire che siamo al compimento di una resa, di...

«Se nel giro di poche ore, anche nelle file del centrosinistra spicca il volo la propensione per il presidenzialismo o per il semi-presidenzialismo, vuol dire che siamo al compimento di una resa, di uno sbandamento culturale». Lo dice, in una intervista a «La Repubblica», il leader di Sel, Nichi vendola. «Lo ricordo anche agli amici del Partito democratico: qui - sottolinea Vendola - detta le danze Berlusconi, uno che la Costituzione l'ha aggredita per vent'anni. È ovvio che Alfano esprima compiacimento per come si stanno svolgendo le cose in materia di annunciate riforme costituzionali. Ma questo è un Paese in cui non si è ancora riusciti a fare una legge sul conflitto di interessi. Il presidenzialismo, nelle democrazie occidentali, funziona quando ha un sistema di contrappesi straordinario. Per vent'anni Berlusconi ha cercato di rompere la rete degli equilibri tra poteri dello Stato per far emergere soltanto il potere irresponsabile del sovrano assoluto, cioè lui. Che comanda in economia, nella politica, nelle televisioni. Mi pare un po’ troppo: almeno risparmiateci il presidenzialismo». Attacca ancora il governatore della Puglia: «La Costituzione ha bisogno di una discreta opera di manuntenzione. Ma questa non è la volontà della destra, che invece vorrebbe seppellirla viva. Starei attento prima di spogliare la nostra meravigliosa Carta, ci andrei molto cauto, mi pare ci sia in corso un'opera di distruzione». Discutere di semi-presidenzialismo non è un tabù, ma prima occorre affrontare la questione del conflitto di interessi. Questa è l’idea di Anna Finocchiaro, presidente della commissione Affari costituzionali del Senato. «Io - spiega in un’intervista a L’Unità - non ho tabù. Dobbiamo poter ragionare di tutto, liberamente. Qualora la discussione si incentrasse sul semi-presidenzialismo, però, prima bisogna discutere del fatto che un sistema di questo genere deve essere accompagnato da norme rigorosissime su incompatibilità e conflitto d'interessi». In ogni caso, sottolinea Finocchiaro, è «sbagliato guardare alle riforme come ad un match. Evitiamo i duelli». Ieri Giorgio Napolitano ha affermato che diciotto mesi per la durata del governo rappresentano «un tempo congruo». E il premier Letta ha citato questa tempistica per le riforme. L'obiettivo sarà raggiunto? «Bisogna lavorare ventre a terra. Discuteremo, se necessario, giorno e notte per trovare le migliori soluzioni. Nessuno deve piantare bandierine, però. Basta con la pretesa del così o niente», conclude Finocchiaro. Poi la senatrice rilancia il Mattarellum: «Per me rimane la soluzione migliore, ma non mi impicco alla mia proposta. Se iniziamo a litigare sulla fase transitoria mettiamo a rischio il percorso delle riforme. Sono aperta a soluzioni diverse intorno alle quali trovare convergenza. A patto, però, che non si introducano ritocchi a quel Porcellum che produce enormi danni al Paese, come i fatti dimostrano», conclude Finocchiaro. La vede diversamente sul semipresidenzialismo il veltroniano Walter Verini: «Un tema così importante deve essere discusso da un partito serio. Davanti a questioni così importanti, stabilendo un percorso di diversi mesi che potrebbe cambiare la forma dello Stato, è giusto che un partito discuta senza tabù. Certo è che il passaggio va fatto con cautela, ci vogliono contrappesi e una legge sul conflitto di interessi, ma il processo delle riforme non si deve arrestare. Le questioni sono tante, in Francia il semipresidenzialismo con il doppio turno funziona bene, perché non dovrebbe funzionare in Italia?».

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