Politica

Alle urne 564 Comuni italiani

Introdotta la doppia preferenza uomo-donna

Domani e lunedì 564 Comuni italiani, tra i quali Roma, saranno chiamati alle urne per eleggere il sindaco e rinnovare il Consiglio comunale. L’imminente voto amministrativo rappresenta il primo con la doppia preferenza di genere. Una novità importante introdotta di recente da una legge nazionale che consente di esprimere due voti di preferenza, anziché uno solo, purché siano tra loro differenti di genere, ossia si tratti di un uomo e una donna della medesima lista. Per votare basterà scrivere nello spazio sotto al simbolo del partito o della lista i nomi dei due candidati prescelti. Domani si potrà votare dalle 8 alle 22; lunedì dalle 7 alle 15. A votare saranno, come detto, 564 Comuni. Di essi 2 sono capoluoghi di regione (Ancona e Roma) e 14 sono capoluoghi di provincia (Avellino, Barletta, Brescia, Iglesias, Imperia, Isernia, Lodi, Massa, Pisa, Siena, Sondrio, Treviso, Vicenza e Viterbo). Si voterà anche per il sindaco e il Consiglio comunale di Pergine Valsugana, in provincia di Trento. L’indizione e organizzazione delle elezioni comunali in Trentino-Alto Adige sono di competenza della regione autonoma Trentino-Alto Adige/Südtirol. In provincia di Roma i Comuni che rinnovano il Consiglio, oltre alla capitale, sono quindici. I più importanti, quelli con una popolazione superiore ai 15mila abitanti e nei quali è prevista la possibilità del secondo turno, sono Fiumicino, Pomezia, Velletri, Anzio e Santa Marinella. Dieci i piccoli Comuni al voto: Affile, Cerreto Laziale, Cervara di Roma, Gallicano nel Lazio, Magliano Romano, Roccagiovine, Sacrofano, San Cesareo e Valmontone. Nel Lazio riflettori anche su Aprilia, Formia e Sabaudia in provincia di Latina, e Ferentino nel Frusinate. Le operazioni di scrutinio avranno inizio lunedì 27 maggio, subito dopo la chiusura della votazione e l’accertamento del numero dei votanti. In caso di effettuazione del turno di ballottaggio per l’elezione dei sindaci dei Comuni superiori a 15mila abitanti, si voterà domenica 9 giugno, sempre dalle 8 alle 22, e lunedì 10 giugno, dalle 7 alle 15 mentre le operazioni di scrutinio avranno inizio nella stessa giornata di lunedì 10 giugno, al termine delle votazioni e dell’accertamento del numero dei votanti. Nei Comuni con popolazione superiore ai 15mila abitanti delle Regioni a statuto ordinario e della Sardegna, la scheda è di colore azzurro e reca i nomi e i cognomi dei candidati alla carica di sindaco, scritti entro un apposito rettangolo, al cui fianco sono riportati i contrassegni della lista o delle liste con cui il candidato è collegato. L’elettore può votare: per una delle liste, tracciando un segno sul relativo contrassegno (il voto così espresso si intende attribuito anche al candidato sindaco collegato per un candidato a sindaco); tracciando un segno sul relativo rettangolo, non scegliendo alcuna lista collegata (il voto così espresso si intende attribuito solo al candidato alla carica di sindaco per un candidato a sindaco); tracciando un segno sul relativo rettangolo, e per una delle liste collegate, tracciando un segno sul relativo contrassegno (il voto così espresso si intende attribuito sia al candidato alla carica di sindaco sia alla lista collegata per un candidato a sindaco); tracciando un segno sul relativo rettangolo, e per una lista non collegata, tracciando un segno sul relativo contrassegno (il voto così espresso si intende attribuito sia al candidato alla carica di sindaco sia alla lista non collegata, si tratta del cosiddetto «voto disgiunto»). L’elettore potrà altresì manifestare non più di due voti di preferenza per candidati alla carica di consigliere comunale, scrivendo, nelle apposite righe stampate sotto ogni contrassegno di lista, i nominativi (solo il cognome o, in caso di omonimia, il cognome e nome e, ove occorra, data e luogo di nascita) dei candidati preferiti appartenenti alla lista prescelta, avendo però presente che, nel caso di espressione di due preferenze, queste devono riguardare candidati di sesso diverso, pena l’annullamento della seconda preferenza. Per il ballottaggio, invece, il voto si esprime tracciando un segno sul rettangolo entro il quale è scritto il nome del candidato sindaco prescelto. Per quanto riguarda i Comuni la cui popolazione è inferiore ai 15mila abitanti, la scheda è sempre di colore azzurro e reca i nomi e i cognomi dei candidati alla carica di sindaco, al cui fianco è riportato il contrassegno della lista con cui il candidato è collegato. In questo caso però l’elettore può votare per una delle liste, tracciando un segno sul relativo contrassegno per un candidato a sindaco, tracciando un segno sul relativo nominativo per un candidato a sindaco, tracciando un segno sul relativo nominativo, e per la lista collegata, tracciando un segno anche sul relativo contrassegno. In tutti questi casi, il voto si intenderà attribuito sia al candidato alla carica di sindaco sia alla lista collegata. L’elettore può altresì esprimere un solo voto di preferenza, nei Comuni con popolazione inferiore a 5.000 abitanti, o non più di due voti di preferenza, nei Comuni con popolazione compresa tra 5.000 e 15.000 abitanti, per candidati alla carica di consigliere comunale compresi nella lista collegata al candidato alla carica di sindaco prescelto, scrivendone solo il cognome o, in caso di omonimia, il cognome e il nome e, ove occorra, data e luogo di nascita, nelle apposite righe stampate sotto il medesimo contrassegno, avendo però presente che, nel caso di espressione di due preferenze, queste devono riguardare candidati di sesso diverso, a pena di annullamento della seconda preferenza.

Commenti

I commenti non sono al momento disponibili e saranno ripristinati non appena possibile. Grazie per la pazienza.