Politica

«Roma è la regina delle metropoli Rinascerà partendo dai quartieri»

Daniele Di Mariod.dimario@iltempo.it Vincere è possibile, il ballottaggio non è un miraggio. L’economia ripartirà e Roma rinascerà partendo dai quartieri. Parole e pensiero di Alfio Marchini,...

Vincere è possibile, il ballottaggio non è un miraggio. L’economia ripartirà e Roma rinascerà partendo dai quartieri. Parole e pensiero di Alfio Marchini, candidato sindaco della Capitale. I grillini dicono di non credere ai sondaggi. Potrebbe essere lei la sorpresa? Crede davvero al ballottaggio? «I sondaggi girati fino ad oggi non riflettono la realtà e c’è un entusiasmo verso di noi incredibile che monta di ora in ora. Sarò grato per l’eternità per il calore che i romani mi stanno facendo sentire». Un pregio e un difetto dei suoi sfidanti? «Non amo l’ipocrisia e non amo dare giudizi personali. Le mie sono sempre valutazioni politiche. Detesto la calunnia e la superbia di chi si permette di dare giudizi sommari su un’altra persona. La dignità individuale è per me sacra». Il suo sindaco ideale? «Un mix tra Petroselli, Bloomberg a New York e l’ex sindaco di Bogotà, Antanas Mockus, per la sua visione su mobilità e trasporti pubblici». Viene eletto sindaco. Qual è la prima cosa che fa? «Convoco subito tutte le banche presenti sul territorio e spiego loro che non devono ricordarsi dei romani solo quando ambiscono ai loro risparmi. È giunto il tempo di riaprire i rubinetti del credito e sono sicuro di avere le argomentazioni giuste per convincerle». Il suo sogno da sindaco? «Essere un amministratore rigoroso di ciò che i miei concittadini mi affideranno. Generoso verso i più deboli. Inflessibile nel garantire i diritti ma anche i doveri di cittadinanza, stranieri compresi. Il sindaco che farà ripartire l’economia e che ridarà splendore e dignità a Roma, la regina di tutte le metropoli mondiali». Periferie, trasporti, lavoro, ripresa economia. Soluzioni? «Il nostro programma nasce da un nuovo modello di governo di Roma incentrato sui quartieri che sono l’elemento identitario di noi romani, per il quale siamo pronti a collaborare con l’amministrazione. Riorganizzazione dell’offerta trasporto ottimizzando il servizio pubblico e investendo sui mezzi. Potenziamento dell’offerta nelle periferie in modo da alleggerire il carico sulle arterie verso il centro. Tram. Corsie preferenziali. Su un sistema e strategie generali si caleranno proposte su misura per ogni quartiere. Rimettere in moto l’economia, ridare ossigeno a famiglie e imprese è la mia ossessione e credo di avere esperienza e idee che gli altri aspiranti sindaci non hanno». Come riorganizzare le società municipalizzate? «Che ad esempio l’Ama abbia il 14% di assenteismo non è più tollerabile. Nessuna criminalizzazione ma rigore e criteri meritocratici nelle scelte aziendali. Basta la politica degli amici. Noi romani abbiamo il diritto di non sprecare soldi e di avere servizi efficienti. Dobbiamo valorizzare i nostri asset. Ma questo è sicuramente l’aspetto di questa sfida dove mi sento più a mio agio». E sul bilancio? «Centrale unica degli acquisti con recupero di almeno il 10% sui costi. Rinegoziare con lo Stato il pagamento degli interessi sul debito ereditato. Alleggerimento della pressione fiscale con il criterio della progressività. Fare finalmente il censimento immobiliare e mettere a reddito lo straordinario patrimonio immobiliare del Comune. C’è moltissimo da fare e grandi margini da recuperare». Una cosa che farebbe da sindaco pensando ai suoi figli? «Dar loro la possibilità di non dover andare a studiare e vivere all’estero per realizzarsi. Una città sicura, solidale e comunitaria, orgogliosa delle sue radici e proiettata verso il futuro». Una persona decisiva nella sua vita? «Mia madre e tutte le persone che con il loro amore e la loro fiducia mi hanno aiutato a superare i momenti più drammatici della mia vita». Dopo un laziale, uno juventino e uno poco appassionato di calcio, se lei dovesse vincere ci sarà un sindaco romanista. Domenica vedrà la finale? «Ovvio la vedrò, ma lasciamo il calcio fuori dalla politica». Come passerà la sera dello spoglio? «Come tutte le vigilie importanti: con le persone che hanno condiviso con me, fin dall’inizio, questa incredibile sfida di libertà. L’unica nata a Roma e per Roma!». E se non arriverà al ballottaggio? «I cittadini che mi votano sono adulti, intelligenti, liberi e sapranno valutare la scelta migliore. Ma se tutti facciamo un ultimo sforzo, il problema dovranno porsero altri». È Alfio Marchini il salvatore del centro e del montismo? «I risultati e le analisi si commentano dopo. Ora tutte le mie energie sono per queste ultime ore. Un appello: non lasciamo fuggire questa occasione storica per spazzare via il consociativismo di chi di giorno finge di litigare e di notte spartisce. Se non votiamo bene poi ci resterà solo un gran rimpianto. Io ci credo!».

Commenti

I commenti non sono al momento disponibili e saranno ripristinati non appena possibile. Grazie per la pazienza.