Politica

Il Cav si concentra sulla sfida dei sindaci

Mantenere Roma è fondamentale per gli equilibri nazionali. Oggi si elegge il presidente della Giunta delle Immunità. Timori Pdl per un asse Pd-grillini

Concentrato sulle prossime elezioni amministrative. Berlusconi in questa settimana metterà da parte le polemiche su governo, giustizia e processi per dedicarsi quasi esclusivamente alla conclusione della campagna elettorale per i candidati sindaci. Da Brescia a Imperia a Vicenza, da Pisa ad Avellino, sono quindici i Comuni capoluogo dove si voterà domenica e lunedì. Ma la testa è soprattutto sulla partita più grossa – e più rischiosa per il Pdl – quella per riconquistare il Campidoglio. E infatti il Cavaliere da tempo ha deciso di chiudere la lunga corsa elettorale con un intervento alla manifestazione programmata venerdì alle cinque e mezza al Colosseo, al fianco di Gianni Alemanno. Berlusconi ha già partecipato la settimana scorsa a una cena elettorale di finanziamento a Roma esclusivamente a inviti, concentrandosi quasi esclusivamente sulla Capitale. «Insieme al sindaco ha parlato per tutta la sera dei problemi da risolvere in città – racconta uno dei partecipanti – delle sfide da affrontare nel prossimo mandato. Giustizia e polemiche sul governo sono stati solo elementi marginali». E il Cavaliere ha anche ammesso di essere rimasto molto colpito dagli ultimi provvedimenti del sindaco, l’abolizione dell’Imu sulla prima casa per 376 mila famiglie e della Tares - la tassa sui rifiuti – per 90 mila nuclei familiari. Scelte che, è il ragionamento del Cav, possono essere ripetute anche a livello nazionale. Ma la sfida per il Campidoglio è importante anche a livello nazionale. Perdere le elezioni significherebbe per il centrodestra avere, per la prima volta, Milano e Roma governate dal centrosinistra. Un segnale pericoloso proprio nel momento in cui invece tutti i sondaggi dànno il Pdl in vantaggio sul Partito Democratico. E che potrebbe avere ripercussioni negative nel caso si dovesse tornare in breve tempo alle elezioni nazionali. Una strada che comunque Berlusconi non ha alcuna intenzione di imboccare. Almeno per il momento. L’idea del Cavaliere è di sostenere Enrico Letta sulla strada delle riforme e dei provvedimenti per diminuire la pressione fiscale. Tenendo però sempre la guardia alta sul possibile asse tra grillini e una parte dei Democratici per votare la sua ineleggibilità. Lo snodo fondamentale è l’elezione, oggi, del Presidente della Giunta delle elezioni e Immunità Parlamentari. I 23 componenti saranno chiamati a scegliere un nome tra i tre senatori espressione delle forze di opposizione: Mario Giarrusso per i Cinque Stelle, Raffaele Volpi per la Lega e Dario Stefano per Sel. Dalla scelta del Presidente si capirà che possibilità ci sono che una eventuale prossima mozione per far decadere il Cavaliere in Parlamento abbia voto favorevole. Intanto però dalle parti del Pdl sono state apprezzate le parole del Guardasigilli Anna Cancellieri sulla giustizia: «I valori in gioco sono di tale portata e delicatezza da richiedere uno sforzo congiunto e solidale nella direzione del superamento di un atteggiamento che vede troppo spesso trasformato lo spazio d'azione in un terreno di ostilità e scontro, su aspetti personalistici». «Il tutto – ha concluso – a danno della ricerca e dell'impegno a dare risposte concrete alla domanda di giustizia dei cittadini».

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