PALERMO Vogliono conquistare la segreteria regionale del Pd in Sicilia. Sbarazzarsi della vecchia nomenklatura che «ci ha portato in un vicolo cieco», e dove «Crocetta ci sta schiacciando». I renziani sono in piena battaglia tra lotte intestine e aperture ai movimenti che ruotano nel centrosinistra. Parola d’ordine: «prendere le redini del partito». L’impresa è ardua. Occorre liberarsi da una dirigenza «blindata» che affonda le radici nella fine degli anni Novanta. Per il capo dei renziani, il deputato Davide Faraone, è una grande scommessa. «D’ora in avanti bisogna aprire il partito alla gente e alla società civile, per rilanciare il Pd», dice il discepolo di Matteo Renzi che strizza l’occhio ai grillini, in piena fibrillazione da quando hanno cacciato Antonio Venturino, il parlamentare regionale che intascava l’intera diaria. Lo scontro finale tra i Democratici isolani andrà in scena in autunno, quando si celebrerà il congresso. Insomma, anche il sindaco di Firenze sembra partire dalla Sicilia per conquistare Roma. D’altronde, la Trinacria, per Renzi non è sconosciuta. Noto è il forte legame che il rottamatore ha con il sindaco di Palermo, Leoluca Orlando, neoleader di un movimento che a macchia d’olio si va espandendo nel paese. Come è altrettanto noto che l’ex portavoce di Antonio Di Pietro è una delle spine per i Democratici soprattutto perché punta a un Partito democratico alternativo dove imbarcare, tra gli altri, scontenti e smarriti di centrosinistra. Anche il governatore Rosario Crocetta, leader de Il Megafono è guardato a vista dal Partito democratico. E sin dall’indomani della sua vittoria che è costata al partito ora guidato dall’ex segretario generale della Cgil Guglielmo Epifani la perdita di circa duecentomila voti. L’ultimo segnale di guerra contro il Pd, Crocetta l’ha appena lanciato, annunciando il suo appoggio al candidato sindaco di Catania, Enzo Bianco, sceso in campo in barba ai diktat della nomenklatura. E così da un lato Orlando, dall’altro Crocetta, continuano a rosicchiare pezzi di Partito democratico. In questo scenario irrompono i renziani, lanciando un’Opa per la conquista della segreteria regionale, attualmente guidata da Giuseppe Lupo nel mirino delle correnti. C’è quella di «Innovazioni» di Francantonio Genovese e Nino Papania, dell’ex ministro Salvatore Cardinale, del senatore Beppe Lumia. Ma anche quella capeggiata da uno dei pezzi da novanta, il parlamentare regionale Antonello Cracolici, che sta organizzando una manifestazione dal titolo eloquente: «Ri-fare il Pd». «Si apre una fase nuova, dove non basta parlare di cambiamento su un piano anagrafico - dice - ma occorre proporre soluzioni all’emergenza sociale che vive la Sicilia: lo dice chi, come me, ha sempre puntato sui giovani». Parole pronunciate da un politico cinquantunenne e che da trentacinque anni è protagonista della sinistra siciliana.
Il sindaco di Firenze parte dalla Sicilia per conquistare il Nazareno
Gaetano Mineo PALERMO Vogliono conquistare la segreteria regionale del Pd in Sicilia. Sbarazzarsi della vecchia nomenklatura che «ci ha portato in un vicolo cieco», e dove «Crocetta ci sta...
