Gianni Alemanno storce il naso per il doppio ruolo di Angelino Alfano. Che poi sarebbe triplo. Difficile fare, nello stesso tempo, il segretario del Pdl, il vicepremier e il ministro dell’Interno. Il sindaco di Roma non usa parole offensive ma ammette che «stride un po’». Per il resto promuove l’impegno di Berlusconi nel far nascere il governo Letta e si dice convinto che l’esecutivo Pd-Pdl possa ottenere buoni risultati. Precisa: «Il Pdl fa parte della storia d’Italia e quindi ci sarà sicuramente anche oltre Berlusconi, il che non significa accelerare il passaggio delle consegne, anche perché abbiamo visto in questi mesi quanto avevamo bisogno di Berlusconi per rilanciare il centrodestra» dice Alemanno alla trasmissione di SkyTg24 «Il sorpasso». Aggiunge: «Bisogna prepararsi, strutturarsi, far convivere il ruolo di Berlusconi con una grande spinta democratica interna, con una grande partecipazione». Sull’esecutivo «condiviso», Alemanno rileva: «La vita naturale di questo governo può oscillare tra uno e due anni. In un anno si possono fare interventi di emergenza, in due anni si può essere più ambiziosi; si può fare un insieme di riforme più strutturate. Questo governo può fare le riforme di buonsenso, quelle che non sono né di destra né di sinistra, ma che appartengono a quel buonsenso che spesso viene tradito nel nostro paese». Alla domanda su quanto i processi a carico di Silvio Berlusconi possano influenzare la durata del governo ha risposto: «Berlusconi anche parlando alla cena di giovedì scorso ha insistito sul fatto che crede in questo governo e non vuol fare interferire le due vicende. Certo se la situazione si facesse molto dura i contraccolpi ci sarebbero». Infine Alemanno ha parlato anche della sfida che lo contrappone a Ignazio Marino (centrosinistra), Marcello De Vito (M5S), Alfio Marchini (Lista civica) e gli altri candidati a sindaco di Roma. «Ho detto che siccome c’è questo governo facciamo una campagna elettorale più serena, utilizziamo questa circostanza particolare per fare una campagna elettorale sui temi, sulla costruttività dei rapporti e non sulle palate di fango e sugli insulti. Devo dire che soprattutto Marino, Marchini no, continua a tenere una campagna elettorale molto velenosa costringendomi a fare altrettanto».
Alemanno bacchetta Alfano: «Il suo doppio ruolo stride»
Tensioni«Volevo una campagna elettorale senza palate di fango e insulti Invece è stata molto velenosa, soprattutto per i toni usati da Marino»
