Consiglio dei ministri

Ma quale rinvio, è battaglia in Ue per famiglie e imprese

Attesa per il taglio delle tasse e gli aiuti a famiglie e imprese sull’energia. Governo in attesa di vedere come finirà il negoziato tra Roma e Bruxelles La Manovra prima spunta poi sparisce dall’odg del Cdm. Chigi: «Un errore»

Il cantiere della Manovra a Palazzo Chigi si ferma in attesa di conoscere l’esito del Consiglio europeo che inizierà domani a Bruxelles e del prossimo Ecofin fissato per il 9 novembre. Il ministro dell’Economia, chiamato in aula per relazionare sul Dpfp (Documento programmatico di finanza pubblica), lo dice subito di fronte ai pochi deputati presenti: «Fino a quando la commissione Ue non delibererà la Nec all’Italia, stiamo cercando di capire come usufruire di questo spazio, dalla mobilità alla scuola, alle imprese, e alla volontà di intervenire in favore delle famiglie che hanno maggior bisogno». Tradotto: prima della Manovra attendiamo l’esito della trattativa con l’Ue. Solo che poi nel pomeriggio esce la nota con cui Palazzo Chigi illustra i dossier sul tavolo del Cdm. E, fra le altre cose, si legge: «L’illustrazione delle linee dello schema di disegno di legge: bilancio di previsione dello stato per l’anno finanziario 2027 e bilancio pluriennale per il triennio 2027-2029».

Poco dopo però le agenzie battono la notizia: «Dai punti all’ordine del giorno è stato tolto l’illustrazione delle linee dello schema di disegno di legge». Una «correzione» che accende la fantasia dei retroscenisti. Chissà che litigate nei corridoi di Palazzo Chigi, magari uno scontro Meloni-Giorgetti, tensioni fra gli alleati sull’estensione dell’aliquota Irpef. Neanche il tempo di buttare sul tavolo qualche ipotesi che arriva la nota dalla presidenza del Consiglio: «Per un mero errore materiale, è stato trasmesso un ordine del giorno del Consiglio dei ministri non aggiornato(...) Del resto, era stato lo stesso ministro Giorgetti a chiarire in Aula che l’approvazione del disegno di legge di bilancio sarebbe avvenuta in un momento successivo».

Quindi nessun rinvio per lasciare il tempo alla maggioranza di trovare una sintesi. Semplicemente era inutile iniziare la discussione senza sapere come finiranno le partite in Europa. Ma qual è l’obiettivo di Meloni? La premier vuole ottenere da Bruxelles più margini per affrontare il caro energia e sostenere famiglie e imprese, mantenendo al tempo stesso gli impegni sui conti pubblici.

Se dovesse andare in porto potrebbe utilizzare il «tesoretto» per mettere in campo degli sgravi fiscali per il ceto medio. Tra l’altro a quel tesoretto si potrebbero sommare i 170 milioni di euro di extragettito non utilizzati per la benzina (visti gli interventi Eni).

Sono quattro le richieste dell’Italia al Consiglio europeo che inizierà domani.

PIÙ FLESSIBILITÀ NEI CONTI PUBBLICI. Meloni chiederà a Bruxelles di utilizzare la Nec (Clausola di salvaguardia nazionale) anche per aiutare le famiglie colpite dall’aumento delle bollette. La clausola riguarda spese ammissibili per la sicurezza energetica, non qualsiasi forma di sussidio;

RIDURRE IL COSTO DELL’ENERGIA. L’Italia chiede interventi per contenere il prezzo del gas utilizzato nella produzione elettrica e una revisione degli effetti del sistema europeo ETS, che attribuisce un costo alle emissioni di CO2;

DIFENDERE LA COMPETITIVITÀ INDUSTRIALE. In una lettera con il cancelliere tedesco Friedrich Merz e il premier belga Bart De Wever Meloni ha proposto una corsia preferenziale per gli investimenti strategici, a partire da energia e digitalizzazione, meno burocrazia e una riduzione degli obblighi di comunicazione per le imprese, soprattutto le Pmi (Piccole medie imprese);

EVITARE TAGLI ALLA COESIONE E ALL’AGRICOLTURA Sul bilancio europeo 2028-2034, il governo vuole finanziare le nuove priorità, compresa la competitività, senza sottrarre risorse alla politica agricola comune e ai fondi di coesione destinati ai territori.

Una partita da cui dipenderanno le mosse del governo in Manovra, per cui, per ora, paziente e vigile attesa.

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