Politica

Ruby smentisce tutto «Mai ricevuti 5 milioni»

Ascoltata come teste: «Ho detto cavolate» Berlusconi interrogato dai carabinieri a Bari

MILANO Mai avuto rapporti intimi con Silvio Berlusconi. Ruby, la giovane marocchina al centro dei processi milanesi sulle feste di Arcore, è stata ascoltata per sei ore come testimone in tribunale a Milano - dov’è arrivata accompagnata da Luca Risso, il compagno da cui ha avuto una figlia - nel processo a carico di Lele Mora, Emilio Fede e Nicole Minetti. La ragazza, parto offesa in questo procedimento, è stata convocata in qualità si teste dal collegio giudicante presieduto da Anna Maria Gatto. Ruby ha raccontato delle feste ad Arcore, dei suoi rapporti col Cavaliere e dei soldi che avrebbe ricevuto da Berlusconi. Nella seconda serata in cui Ruby è stata invitata ad Arcore, dopo una festa a base di balli e travestimenti, è stata invitata a dormire nella villa del Cavaliere. «Era molto tardi e lui (Berlusconi) mi ha detto: se vuoi restare a dormire resta pure». Oltre a Ruby c’erano Barbara Faggioli, Marystelle Polanco «e una Iris di cui non ricordo il nome» oltre a Berlusconi e Mariano Apicella. Ruby ha sottolineato però di aver dormito «da sola». Il giorno successivo «mi è stata data una tuta da indossare più comoda rispetto al vestito della sera prima e con le altre ragazze siamo andate a fare colazione. Il presidente c’era. Sono andata via nel pomeriggio verso le 4 o le 5». In quell’occasione Ruby ha ricevuto un altro «aiuto», una busta con «2.000 euro». La marocchina ha ricevuto 30mila euro «per realizzare il sogno» di aprire un centro estetico. A chiedere il «prestito» al Cavaliere è stata la stessa Ruby che ha presentato un preventivo. Berlusconi lo «ha preso e ha detto che di tutto si sarebbe occupato il ragionier Spinelli. Era fine aprile 2010 e Spinelli mi diede 30mila euro», ha chiarito Ruby spiegando di aver portato i soldi in contanti in Sicilia e averne dati anche alla madre. La ragazza ha ricordato la notte tra il 27 e il 28 maggio 2010, quando a prenderla in Questura sono andate Nicole Minetti, Michelle Conceicao e Miriam Loddo. «Io ero in Questura, non so i retroscena che ci possono essere stati - ha detto - non ho chiamato nessuno. Non avevo il cellulare perché era scarico» Conceicao, la prostituta brasiliana che l’ospitava. «Hanno parlato di portarmi in comunità e ho pianto», ha aggiunto Ruby, spiegando che con lei in Questura «erano presenti Nicole Minetti, Michelle Conceicao e Miriam Loddo», che per il pm Ilda Boccassini, tabulati telefonici alla mano, non si è mai recata in Questura quella notte ed è stata indotta a mentire dalla difesa di Berlusconi. «Ruby poi ha accusato di non aver ritrovato sui verbale «tante cose che ho detto ai magistrati». Ruby ha chiarito al pm Antonio Sangermano poi di aver detto molte bugie. Tra queste, i 5 milioni ricevuti da Berlusconi in cambio del suo silenzio sul fatto che avrebbe avuto rapporti sessuali con lui quand’era minorenne. «È una cavolata che ho inventato per vantarmi». Così come altre «cavolate» sono state raccontate all’avvocato Luca Giuliante il 6 ottobre 2010. «Come avevo raccontato cavolate ai pm» negli interrogatori in Procura a Milano «le ho dette anche in quell’incontro con Luca Giuliante a cui ha partecipato ance Luca Risso. Così lui ha sentito parlare della Gelmini che si masturbava e della Carfagna, ma erano racconti non veri». Ruby ha archiviato come «una battuta per ridere» la frase detta al telefono l’8 ottobre a Manuel, studente di cui era innamorata, «se Noemi è la pupilla io sono il culo». Ruby ha poi negato di aver mai avuto rapporti intimi con Silvio Berlusconi che «sapeva che io avevo 23-24 anni» e ha spiegato che ad Arcore si era limitata a «ballare la danza del ventre». Ruby ha infine chiarito di non essere mai stata una prostituta e di non aver mai avuto rapporti sessuali a pagamento. Berlusconi ieri pomeriggio è stato ascoltato in una caserma dei carabinieri a Bari nell’ambito dell’inchiesta che ruota intorno all’ipotesi che il faccendiere Lavitola avrebbe indotto Giampaolo Tarantini a mentire alla Procura barese su istigazione dell’ex premier. L’interrogatorio era stato chiesto dai legali di Berlusconi.

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