Mentre il governo ha segnato il primo gol, come ha detto esultante il vice presidente del Consiglio Angelino Alfano, decretando la sospensione dell’Imu sulla prima casa, cui seguirà entro agosto la soppressione con una più organica e razionale disciplina fiscale della proprietà immobiliare, si è aperta ieri sul fronte della riforma elettorale una corsa che potrebbe una volta tanto rivelarsi virtuosa fra politica e giustizia. Una politica da troppo tempo "cincischiante" - parola del ministro competente Quagliariello - e una giustizia incalzante grazie ad una ordinanza della Cassazione. Che, attivata da ventisette benemeriti ricorrenti, ha passato la palla della legittimità del cosiddetto Porcellum alla Corte Costituzionale. Dove probabilmente i giudici non vedevano l’ora di riceverla, visto l’incredibile vuoto nel quale era caduto un loro primo segnale, risalente al 2010, sull’assai dubbia costituzionalità della legge elettorale approvata alla fine del 2005: quella chiamata appunto Porcellum. La prima volta la Corte Costituzionale se ne occupò per inciso, diciamo così, tra le pieghe di una sentenza riguardante solo la praticabilità di un referendum abrogativo sulla materia. Ora essa potrà occuparsene pienamente nel merito. Nel frattempo le questioni di sospetta legittimità sono aumentate. In particolare, alle osservazioni critiche della Corte sulla mancanza di una soglia minima di voti necessaria per assegnare il cosiddetto premio di maggioranza, stabilito peraltro con criteri e risultati rovinosamente diversi fra la Camera e il Senato, la Cassazione ne ha aggiunte altre non meno ragionevoli. Per esempio, il rischio - diventato realtà dopo le elezioni di fine febbraio con la rottura fra il Pd e Vendola - che il premio sopravviva alla fine della coalizione aggiudicataria continuando a produrre effetti distorsivi sull’elezione parlamentare dei cosiddetti organi di garanzia, a cominciare dal Quirinale. Per non parlare dell’indecenza costituita dalle liste bloccate, che consentono ai partiti di nominarsi i parlamentari. Ora vedremo chi riuscirà prima a rimuovere queste schifezze: gli stessi partiti, come sarebbe auspicabile, o i giudici costituzionali.
Giudici e partiti spazzino via il «Porcellum»
di Francesco Damato Mentre il governo ha segnato il primo gol, come ha detto esultante il vice presidente del Consiglio Angelino Alfano, decretando la sospensione dell’Imu sulla prima casa, cui...