Politica

Imu e austerity affondano il mattone

Le Entrate confermano: mercato ai livelli dell’85 Il governo studia un taglio più ampio dell’imposta

Rispetto al 2011 i volumi di compravendita sono scesi del 25,7% mentre il valore complessivo di scambio è calato, parallelamente, di quasi 27 miliardi di euro. «Il volume di compravendite di abitazioni in Italia, nel 2012, con la sola esclusione dei Comuni delle province di Trento e Bolzano - si legge nello studio - è stato pari a 448.364 ntn (numero transazioni normalizzate, ndr.), il -25,7% rispetto al 2011 (603.176 ntn)». Il calo è stato inferiore per i capoluoghi (-24,8%) e maggiore nei comuni non capoluoghi (-26,1%). «Nel corso del 2012, inoltre, il tasso tendenziale trimestrale delle compravendite (rapporto tra i valori del ntn nei semestri omologhi) ha mostrato segni sempre negativi e crescenti a partire dal -19,5% del primo trimestre fino a raggiungere il -30,5% nell'ultimo trimestre dell'anno». I dati non sono positivi neppure per il primo trimestre del 2013. Secondo il direttore centrale dell’Abi, Gianfranco Torriero, «i prezzi delle case dovrebbero registrare un calo tendenziale dell'1,1%». Ma a portare una luce di speranza è stato il direttore centrale dell’Agenzia delle entrate, Gianni Guerrieri, nei primi tre mesi di quest’anno, il mercato immobiliare residenziale resta debole, ma mostra «dei primissimi segnali di miglioramento: nelle grandi città la contrazione delle compravendite sembra meno accentuata». Anche l'indagine di Bankitalia sulle aspettative a breve degli operatori segnala un miglioramento rispetto a quella di gennaio. Un disastro insomma generato dalla terapia choc di Monti sulla casa che, oltre ad aver rimesso di fatto l’Ici sulla prima casa ha aumentato in maniera indiscriminata il valore catastale delle case, distruggendo qualunque motivazione anche agli investitori. Insomma la tassazione sugli immobili è stata riscritta senza tenere conto della realtà del mercato. Una miopia che lo ha fatto passare da una situazione nella quale la casa era quasi esente da imposte a un’altra nella quale la stessa non ha quasi più valore perché praticamente «illiquida». Caso che si verifica quando un bene pur avendo valore non ha più compratori. Gli economisti al servizio del precedente governo non se ne sono accorti, forse, a loro va ascritto il demerito di essere stati capaci di azzerare uno dei settori più produttivi di ricchezza in Italia. Le banche hanno limitato la concessione di mutui anche perché il valore della garanzia offerto dalla casa finanziata era suscettibile di svalutazione. E la contrazione dei prestiti ipotecari ha abbassato ulteriormente i prezzi da iscrivere nei bilanci. Non solo. La politica di austerity che ha contratto la capacità di spesa e i consumi degli italiani annullando l’inflazione, ieri all’1,1%. Dunque è venuta meno anche la funzione di paracadute antisvalutazione del mattone. Un autentico flop. Ora il cantiere Imu e quello della revisione della tassazione immobiliare è di nuovo a pieno ritmo. E il mercato e la fiducia dei risparmiatori possono riprendere fiato. Lo stop all’acconto di giugno potrebbe non fermarsi alla prima casa. Anzi il taglio «potrebbe andare oltre» ha detto il ministro dell'Economia, Fabrizio Saccomanni. I tecnici sono al lavoro per capire l’impatto sui conti nel caso, auspicato, che la sospensione possa estendersi anche ai capannoni industriali e agli immobili agricoli. E nell’ipotesi più larga ai terreni utilizzati per l'agricoltura. Per lo Stato la misura non avrebbe costi ma richiederebbe solo un anticipo di cassa a favore dei Comuni che attendono l’ossigeno dell’Imu nelle loro casse. La cancellazione totale ell’imposta, invece, ha un costo che per il vice ministro all’Economia, Luigi Casero si deve trovare attraverso tagli di spesa. Venerdì il decreto arriva al Consiglio dei ministri. Comuque vada si spera che la casa torni a essere ancora la più «amata» dagli italiani.

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