Colpevole di «violazione del dovere di riserbo cui è tenuto ciascun magistrato». Per questo la sezione disciplinare del consiglio superiore della magistratura ha «condannato» il Pm del tribunale dei minorenni di Milano, Annamaria Fiorillo, alla sanzione della censura, come richiesto dal procuratore generale della Cassazione. Su Fiorillo pesa l'accusa di aver smentito, attraverso i mass media, la ricostruzione fatta in Senato dall'allora ministro dell'Interno, Roberto Maroni, su quanto accaduto la notte tra il 27 e il 28 maggio del 2010 quando la minorenne Ruby fu condotta in questura a Milano. Nell'atto di incolpazione la Fiorillo è accusata di avere violato il dovere di riserbo in una serie di dichiarazioni in tv e sulla stampa nelle quali aveva contestato le affermazioni di Maroni, che aveva sostenuto la correttezza del comportatamento della polizia, confermato anche dall'autorità giudiziaria. La pm aveva precisato di non avere mai autorizzato l'affidamento di Ruby alla Minetti, né di avere mai creduto al fatto che fosse la nipote di Mubarak. Intanto Ruby è stata convocata per il 17 maggio a testimoniare nel processo a carico di Nicole Minetti, Lele Mora, Emilio Fede. Lo hanno stabilito i giudici della quinta sezione penale, che hanno deciso di anticipare l'audizione delle giovane marocchina, fissata inizialmente per il 24 maggio. Emilio Fede, che aveva dato la sua disponibilità a farsi interrogare nell'udienza di ieri, ha infatti scelto di rilasciare dichiarazioni spontanee in una udienza successiva a quella dedicata alla testimonianza di Ruby. Per questo il collegio presieduto da Anna Maria Gatto ha deciso di anticipare la testimonianza di Barbara Guerra nel corso dell'udienza di ieri e rinunciare a quella di Iris Berardi, irreperibile, di cui sono stati acquisiti i verbali nel corso delle indagini. «Ruby il 24 maggio sarebbe stata disponibile, sarebbe stata qui e sarebbe venuta», ha detto il suo avvocato Paola Boccardi che non è invece sicura della presenza giovane marocchina per il 17 maggio.
Il Csm condanna il pm di Ruby perché parla troppo
Colpevole di «violazione del dovere di riserbo cui è tenuto ciascun magistrato». Per questo la sezione disciplinare del consiglio superiore della magistratura ha «condannato» il Pm del tribunale dei...
