Politica

Grillo perde e dà la colpa agli elettori

Il comico definisce i sostenitori del Pd e del Pdl «l’Italia peggiore» Proteste anche nel MoVimento: «Non può prendersela con gli italiani»

Le Amministrative hanno decretato l’insuccesso del MoVimento 5 Stelle? È colpa degli elettori di Pd e Pdl, che non vogliono cambiare il Paese. Parola di Beppe Grillo. Stavolta il comico genovese non se la prende con i giornalisti o con i dissidenti del «non partito». Mira direttamente ai cittadini che hanno scelto di dare fiducia a Pd e Pdl. «Il voto, in quanto comunale, vicino alla realtà quotidiana, è stato dato in piena coscienza - scrive Grillo msul suo blog - Non si tratta di italiani che hanno sbagliato per consuetudine o per dabbenaggine, ma di persone pienamente responsabili della loro scelta. Non diamo la colpa ai giornalisti o ai talk show, per favore. Possono aver inciso, ma non più di tanto. Il 50% o poco meno non ha votato. Il rimanente è andato alle coalizioni di Pdl e pdmenoelle e in parte al M5S. Capisco chi ha votato, convinto, per il condannato in secondo grado per evasione fiscale e chi ha dato la sua preferenza ai responsabili del disastro dell’ILVA, del Monte Paschi che hanno come testimonial il prescritto Penati. Capisco chi ha mantenuto la barra dritta e premiato i partiti che succhiano i finanziamenti pubblici e non chi li ha restituiti allo Stato. Vi capisco. Il vostro voto è stato pesato, meditato». Grillo ritorna alla tradizionale distinzione, noi e loro: «Esistono due Italie, la prima, che chiameremo Italia A, è composta da chi vive di politica, 500.000 persone, da chi ha la sicurezza di uno stipendio pubblico, 4 milioni di persone, dai pensionati, 19 milioni di persone (da cui vanno dedotte le pensioni minime che sono una vergogna). La seconda, Italia B, di lavoratori autonomi, cassintegrati, precari, piccole e medie imprese, studenti. La prima è interessata giustamente allo status quo. Si vota per sé stessi e poi per il Paese». Ovviamente «l’Italia A non può vivere senza il contributo fiscale dell’Italia B, ma quest’ultima sta morendo, ogni minuto un’impresa ci lascia per sempre». Certo, ammette Grillo, «il M5S ha commesso errori, chissà quanti, ma è stato l’unico a restituire, nella Storia della Repubblica, 42 milioni di euro allo Stato, a tagliare lo stipendio dei parlamentari e a destinare i tre quarti di quello dei consiglieri regionali siciliani alla microimpresa». Il comico boccia gli elettori di Pd e Pdl: «L’Autunno Freddo è vicino e forse, per allora, l’Italia A capirà che votando chi li rassicura, ma in realtà ha distrutto il Paese, si sta condannando a una via senza ritorno. Vi capisco, avete fatto bene». Infine Grillo ringrazia i cittadini che hanno scelto il MoVimento, che avrà «a seguito di queste elezioni dove si presenta in 199 comuni, in quasi tutti per la prima volta, circa 3/400 nuovi consiglieri, raddoppiando quelli attuali». Le parole di Grillo accendono lo scontro. E anche qualche maldipancia tra i 5 Stelle. «Le amministrative sono differenti dalle politiche, va da sé, ma adesso una riflessione va fatta. Per capire» dice il deputato Walter Rizzetto. Sono stati fatti degli errori? «Errori li fan tutti ma non sono d’accordo con Grillo che dice che è colpa degli elettori» che hanno deciso di votare di nuovo per Pd e Pdl. Su Twitter vince l’ironia. Sonia Milan scrive: «Lodevole iniziativa del #m5s che si dimezza i voti del 50%». In molti criticano il recente post in cui Beppe Grillo dà la colpa a chi ha votato Pd e Pdl, ma anche quello in cui il leader pentastellato ringrazia «tutti coloro che hanno "rischiato" dando il loro voto al M5S». C’è anche chi sberleffa il capogruppo al Senato, Vito Crimi, che ancora ieri a urne chiuse e proiezioni ormai chiare affermava di non avere dati per fornire opinioni sul voto: «lalala, non sento niente, lalala tu parli ma io non sentoooo», ironizza Fran Altomare. Si fa sentire anche l’ex segretario del Pd, Pier Luigi Bersani: «Ero molto convinto di quello che è successo. Questo movimento che coglieva questa esigenza di cambiamento, non ha colto che c’era un’esigenza di governo» ha detto a Ballarò. Poi ha aggiunto: «Umiliato nello streaming? No, l’arroganza umilia chi ce l’ha. Io rivendico quello streaming». Sorride il sindaco di Firenze, Matteo Renzi: «Il MoVimento 5 Stelle non ha mantenuto le promesse. Doveva dimezzare i parlamentari e ha dimezzato i voti... Ma alcune cose che dice Grillo su semplificazione e costi della politica sono giuste. Non è che siccome Grillo ha perso adesso non le facciamo, anzi, adesso vanno fatte a maggior ragione» ha detto al Tg1.

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