«Si è verificato un errore, riprova più tardi». Spunta questa scritta sullo schermo nero della tv web «La Cosa» e la diretta streaming sull'assemblea dei parlamentari 5 stelle si interrompe di colpo. Assemblea dai toni sempre più accesi sul caso del senatore Marino Mastrangeli e la «trasparenza» finisce proprio al momento del voto finale. La bagarre è tra «tifoserie» avverse: tra chi, come Crimi, Lombardi e Di Battista, chiedono con toni duri l'aspulsione di Mastrangeli, accentuando certi interventi con le mani che «sventolano» in alto; e chi come Buccarella o Vignaroli si esprimono per il «no» all'espulsione pur non risparmiando critiche al comportamento del senatore, perché - è questa la logica dei loro interventi contro l'espulsione - non bisogna farsi del male ed esporsi alla gogna mediatica. Un'ora e mezza di discussione, ben 25 interventi in una riunione che non ha ancora toccato l'argomento governo alla vigilia delle nuove consultazioni al Quirinale. Alla fine, proprio mentre la riunione e «tornata segreta», il voto decreta l'avvio della procedura di espulsione per Mastrangeli: ora però la parola passa alla Rete. Tanti i momenti di tensione nel corso della riunione. Per Crimi, Mastrangeli «ha violato palesemente il regolamento per la sua partecipazione ai talk show, non per ultimo - ha sottolineato - "Porta a porta". E sapete che mi ha costretto a dover sopperire», ha chiosato polemico. Crimi infatti aveva a sua volta una «sfiducia» per questa sua partecipazione alla trasmissione di Vespa, ma all'unanimità le dimissioni sono state respinte. Dura anche Roberta Lombardi, capogruppo alla Camera: «Siamo tutti d'accordo sul fatto che ci sono dei portavoce che riferiscono della posizione del Movimento, e a parte qualche intervista, nessuno è andato in tv. Noi ci opponiamo ad una personalizzazione. Sei andato contro la maggioranza e contro il parere. Io - ha spiegato - ho centinaia di cittadini che chiedono le tue dimissioni». Alessandro Di Battista, assolutamente in linea con i due capigruppo, sull'espulsione ha detto ad alta voce a più riprese: «Giustissimo, giustissimo». Mastrangeli ha cercato di interrompere più volte per difendersi. «Io rappresento la nazione come la rappresenti tu - ha urlato - quando hanno detto falsità su di me, io dovevo raccontare la verità». Di Battista ha rincarato la dose: «Non sei un delinquente. Ma non so cosa intendi quando parli di orari di lavoro, anche tu dormi poco ma per cancellare le cose negative che ti scrivono su Facebook... Io con te posso anche avere un rapporto di amicizia, ma tu - ha dichiarato - non sei da Movimento».
E nel momento cruciale si «offusca» la trasparenza
«Si è verificato un errore, riprova più tardi». Spunta questa scritta sullo schermo nero della tv web «La Cosa» e la diretta streaming sull'assemblea dei parlamentari 5 stelle si interrompe di colpo....
