Politica

Licio Gelli sentito dai pm di Palermo

Anche Licio Gelli entra, come testimone, in uno dei filoni di indagine sulla presunta trattativa tra Stato e mafia dopo le stragi che nel 1992 e nel 1993 funestarono il Paese. L’ex capo della Loggia...

Anche Licio Gelli entra, come testimone, in uno dei filoni di indagine sulla presunta trattativa tra Stato e mafia dopo le stragi che nel 1992 e nel 1993 funestarono il Paese. L’ex capo della Loggia P2, che compirà 94 anni domenica prossima, è stato sentito ieri come persona informata dei fatti da due magistrati della Direzione distrettuale antimafia di Palermo. Licio Gelli è stato sentito per circa un’ora e mezzo in un ufficio presso il Tribunale di Arezzo, città dove vive da sempre il maestro venerabile. Il 27 maggio davanti alla prima sezione della Corte d'Assise di Palermo inizierà il processo sulla trattativa tra Stato-mafia, che vede tra gli imputati gli ex ufficiali del Ros, Antonio Subranni, Mario Mori e Giuseppe De Donno, i boss di Cosa Nostra Toto Riina, Leoluca Bagarella e Antonio Cinà, l’ex senatore Marcello Dell’Utri e l’ex ministro dell’Interno Nicola Mancino. Quest’ultimo è indagato solo per falsa testimonianza, mentre la posizione dell’ex boss di Cosa nostra Bernardo Provenzano è stata stralciata per essere giudicata in un altro procedimento a causa delle precarie condizioni fisiche dell’imputato. Infine l’ex ministro democristiano Calogero Mannino ha chiesto di venire giudicato con il rito abbreviato. Richiesta accolta dai magistrati. I pm di Palermo «sono stati estremamente gentili e cortesi, facendo domande abbastanza generiche su tizio o su caio; mi hanno fatto dei nomi ma io non li conoscevo, salvo qualcuno letto sui giornali». Così Licio Gelli avrebbe riferito dell’interrogatorio della mattina al suo avvocato Raffaello Giorgetti. Essendo stato sentito come testimone, quindi non indagato, l’ex capo della loggia Propaganda 2 non ha potuto avvalersi della facoltà di non rispondere e il suo legale non ha partecipato all’interrogatorio che si è tenuto negli uffici della Procura di Arezzo. «Licio Gelli ha risposto alle domande su cose su cui lui non si è mai interessato nè ha saputo mai nulla», ha spiegato all’ Adnkronos l’avvocato Giorgetti in riferimeno alla presunta trattativa Stato-mafia.

Commenti

I commenti non sono al momento disponibili e saranno ripristinati non appena possibile. Grazie per la pazienza.