di Giuseppe Sanzotta Ci vuole molta fantasia per spiegare a un osservatore straniero chi sia in realtà Bersani. Vorrebbe fare un governo, c'è anche lo chi lo sosterrebbe, invece lui dice no. Vuole andare al voto per provare ad essere autosufficiente? Neanche per sogno, E allora? È solo un congelatore, il capitan Findus della politica italiana. È riuscito nell’impresa non facile e difficilmente ripetibile, di non vincere un’elezione già vinta. È così deluso che vorrebbe fermare il tempo. Non vuole ammettere che come Petri, è crollato sulla linea del traguardo. Barcolla ma rifiuta l’aiuto. È difficile da capire, e ancor più da spiegare, cosa voglia in realtà. Voleva fare un accordo con Grillo, garantirsi i voti al Senato e governare? Ha solo ricevuto dei no secchi e sprezzanti. E come non dare ragione a Renzi, quella scena con i due supponenti esponenti del movimento cinque stelle è stata vergognosa e umiliante. Il leader di un grande partito, qualunque esso sia, non può accettare, per rispetto dei suoi elettori, simili confronti. Ma, a quel punto, incassato il no di Grillo, anche senza essere dei politologi, non restavano che due strade: una intesa tra centrodestra e centrosinistra oppure elezioni. Se si scarta la seconda ipotesi, costosa e forse inutile, si può discutere della prima, si possono creare dei nomi di fantasia, si può stabilire un programma limitato, si possono scegliere uomini di equilibrio garanti dell'intesa, Si possono trovare varianti, ma la sostanza non cambia: Pd e Pdl che votano insieme un governo e alcuni provvedimenti importanti. La questione è elementare. Così diventa difficile capire Bersani che non vuole né una cosa né l'altra e insulta perfino il suo rivale Renzi che parla di perdita di tempo. Perché non si sta perdendo tempo? O governissino o elezioni, una terza via non esiste. Lo sanno tutti, lo so benissimo anche Bersani. Così non si capisce dove voglia arrivare, cosa abbia in mente. Se riesce a indicare un terza via ci illumini. Ma se sta facendo una battaglia personale per non cedere il comando al suo rivale, se vuole dimostrare di essere un vero antiberlusconiano, allora no, la smetta. Non si gioca con la pelle degli italiani. Le aziende chiudono, i disoccupati crescono, c'è una sfiducia montante nel Paese. Paghiamo più tasse di tutti in Europa e abbiamo i servizi più scadenti. Non sarà questo che alimenta la protesta grillina? E non sarebbe il caso di dare delle risposte ai problemi invece di fare melina? Non sarebbe il caso di affrontare i temi veri? Ma i voti a Grillo non sono per caso venuti da chi si è scandalizzato per i soldi dei contribuenti finiti nelle tasche di politicanti, per gli sperperi, per una burocrazia soffocante, per dei partiti lontani dai cittadini? Se Pd e Pdl insieme facessero quattro o cinque cose positive favorirebbero Grillo o aiuterebbero il Paese? La risposta è scontata. Basterebbe mostrare attenzione al Paese reale per recuperare credibilità. Perché Bersani non prova a imitare quei principi che andavano tra la folla in incognito per carpirne gli umori? Forse potrebbe ascoltare le richieste di certezze, di speranza, l'esigenza di avere una guida. Ascolti cosa dice la gente nei bar, di cosa discute, avverta le preoccupazioni. Senta i timori per il lavoro, la paura del futuro lasciato così alla sorte senza una linea, una direttrice. I politici che contano hanno mai preso un mezzo pubblico? Oppure sono mai andati a chiedere la prenotazione per una ecografia a una Asl per sentirsi rispondere: fino a dicembre non è possibile. Ci sono cose da fare per il Paese che non sono di destra o di sinistra, sono solo scelte oneste e di buon senso. Perché non farle? Perché aspettare? E cosa? Ma lo ha capito Bersani che paralizzando la politica e impedendo un governo sta danneggiando l'Italia e gli italiani? Lo fa perché è certo che sia la strada giusta, oppure per impedire a Renzi di scalzarlo? Sembra veramente di assistere al concertino sul ponte del Titanic. L'incertezza politica ci costa in termini di pil e di posti di lavoro. L'Italia non se lo può più permettere. Forse anche il Pd non si può più permettere Bersani.
Bersani come capitan Findus
di Giuseppe...